Nuovo capitolo nella vertenza CallMat. A seguito della decisione di TIM di ridurre del 15% i volumi di attività a partire dal 1° maggio, l’azienda ha comunicato la necessità di reintrodurre i contratti di solidarietà per i lavoratori del sito lucano. L’annuncio è arrivato nel corso dell’incontro tra la direzione aziendale, le organizzazioni sindacali e la RSU. La misura, ancora da definire nei dettagli, sarà proporzionale alla riduzione dei volumi e prevederà inizialmente una fase di adesione volontaria. Dura la reazione dei sindacati – SLC CGIL, Fistel CISL, UILCOM UIL e UGL Telecomunicazioni – che accusano TIM di non aver rispettato gli impegni assunti in sede ministeriale, dove era stato garantito il mantenimento dei volumi almeno fino alla fine di giugno. “La decisione improvvisa – sottolineano le sigle – rischia di aggravare ulteriormente la situazione economica dei lavoratori, già provati da una crisi che si trascina da tempo”. Le organizzazioni sindacali annunciano inoltre che chiederanno chiarimenti immediati attraverso le segreterie nazionali, anche in vista del prossimo incontro al Ministero, anticipato al 26 maggio. Sul tavolo resta una preoccupazione più ampia: la crisi strutturale del settore dei call center. Secondo i sindacati, l’introduzione crescente di sistemi di intelligenza artificiale potrebbe accelerare un processo di riduzione occupazionale già in atto, rendendo indispensabile un intervento a livello nazionale per favorire la riconversione del comparto e salvaguardare i posti di lavoro. Un nuovo confronto con CallMat è già fissato per il 14 maggio, quando si farà il punto anche sulla gestione di ferie e permessi arretrati. Nel frattempo, non si escludono iniziative di mobilitazione nei prossimi giorni. La vertenza resta aperta e il clima tra i lavoratori si fa sempre più teso.
di Marco Iandolo

