523 views 2 mins 0 comments

Camerota, mozione di sfiducia al sindaco dopo la sentenza del Consiglio di Stato.

In CAMPANIA, POLITICA, SALERNO
Gennaio 11, 2026
L’opposizione attacca: “Lavori illegittimi a Cala del Cefalo, ignorati i rilievi sollevati in Consiglio comunale”. La pronuncia definitiva conferma il TAR e boccia l’operato dell’Amministrazione.

Il gruppo consiliare di opposizione Camerota Impegno Comune ha depositato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco di Camerota, alla luce della sentenza definitiva del Consiglio di Stato n. 8250/2024, che ha respinto l’appello del Comune confermando integralmente la decisione del TAR Campania.  La pronuncia ha riconosciuto la legittimità dei provvedimenti adottati dalla Soprintendenza e dall’Ente Parco Nazionale del Cilento in merito ai lavori eseguiti sulla falesia di Cala del Cefalo e lungo la Strada Provinciale 562, ritenendo invece illegittima l’azione amministrativa del Comune.  Secondo i giudici, gli interventi sarebbero stati realizzati senza le necessarie autorizzazioni paesaggistiche, in un’area sottoposta a stringenti vincoli ambientali, e in assenza di un’adeguata istruttoria tecnica preventiva. Inoltre, non potevano essere giustificati tramite ordinanze contingibili e urgenti, trattandosi di opere protratte nel tempo e di carattere irreversibile, che avrebbero richiesto l’attivazione dei procedimenti ordinari previsti dalla legge.  L’opposizione sottolinea come tali criticità fossero state già formalmente segnalate durante il Consiglio comunale dedicato alla somma urgenza, evidenziando la mancanza di documentazione tecnica e i rischi legati all’uso improprio dei poteri emergenziali.   “I fatti oggi certificati dal Consiglio di Stato – dichiarano i consiglieri di Camerota Impegno Comune – erano stati già portati all’attenzione dell’Amministrazione. Le nostre osservazioni furono ignorate, ma la sentenza conferma in modo inequivocabile la fondatezza di quelle preoccupazioni”.  Secondo il gruppo consiliare, la vicenda ha prodotto contenziosi giudiziari, tensioni istituzionali e un danno all’immagine del Comune, compromettendo i rapporti con gli enti preposti alla tutela ambientale e paesaggistica. Da qui la decisione di presentare la mozione di sfiducia, che sarà discussa in Consiglio comunale secondo le modalità previste dal Testo Unico degli Enti Locali.

di Fausto Sacco