Il centrodestra attacca la maggioranza regionale e il Pd sulla nomina di Enzo Cuomo ad assessore all’Urbanistica. L’ex sindaco di Portici, esponente dem, si è dimesso dalla carica di primo cittadino lo stesso giorno dell’assunzione dell’incarico in giunta, scatenando una polemica sulla presunta violazione delle norme in materia di incompatibilità. Secondo i partiti di opposizione, lo Statuto della Regione Campania stabilisce che gli assessori debbano possedere i requisiti per l’elezione in Consiglio regionale. La normativa nazionale, a sua volta, prevede che i sindaci debbano dimettersi almeno 20 giorni prima della presentazione delle liste: un termine che, a giudizio del centrodestra, sarebbe stato disatteso da Cuomo. Per sanare la questione, l’ex primo cittadino ha protocollato non solo le dimissioni, ma anche un atto formale di rinuncia alla possibilità di revocarle, sostenendo che il termine dei venti giorni serva esclusivamente a consentire un ripensamento. Rinuncia che, tuttavia, non sarebbe contemplata dalla legge. A rafforzare le critiche è arrivata oggi una comunicazione della Prefettura di Napoli al Comune di Portici, con allegata una nota del Viminale, nella quale si ribadisce che le dimissioni dei sindaci diventano irrevocabili ed efficaci solo dopo 20 giorni, senza eccezioni. Sul fronte opposto, Pd e maggioranza richiamano invece l’articolo 68 del Testo unico sugli enti locali, secondo cui nei casi di incompatibilità la cessazione dalle funzioni deve avvenire entro dieci giorni. Norma che, in base alla gerarchia delle fonti, prevarrebbe sullo Statuto regionale. In quest’ottica, Cuomo avrebbe potuto dimettersi anche successivamente alla nomina, rendendo quindi irrilevante la contestazione. La vicenda resta ora al centro del confronto politico, con possibili risvolti anche sul piano istituzionale.
di Marco Iandolo

