La Campania apre il 2026 con un mercato immobiliare ancora in crescita, ma con dinamiche differenziate tra territori. Nel primo trimestre dell’anno i prezzi delle abitazioni segnano un aumento dello 0,9%, portando il valore medio regionale a 1.701 euro al metro quadro. Su base annua l’incremento è del 3,4%, mentre rispetto al mese precedente si registra un +1,9%. Nonostante il trend positivo, la regione resta al di sotto della media nazionale, pari a 1.891 euro/m². Il quadro che emerge è quello di una Campania divisa in due. Da un lato si rafforzano i mercati di Napoli, Caserta e Salerno. La provincia di Caserta guida la crescita trimestrale con un +2,9%, seguita da Salerno (+2,1%) e Napoli (+0,8%). Dall’altro lato, invece, continuano a mostrare segnali di debolezza Avellino (-1,4%) e Benevento (-0,3%). Napoli si conferma la provincia più cara con 2.302 euro al metro quadro, ben al di sopra della media regionale. Seguono Salerno (1.714 euro/m²) e Caserta (1.144 euro/m²), mentre Avellino e Benevento restano le aree più accessibili, rispettivamente con 837 e 809 euro al metro quadro. Anche nei capoluoghi si registrano andamenti diversificati. Caserta spicca per la crescita più marcata nel trimestre (+3,3%), mentre gli aumenti risultano più contenuti a Benevento (+0,5%) e Salerno (+0,3%). In lieve flessione, invece, Napoli (-0,4%) e Avellino (-0,7%). Nonostante il calo congiunturale, Napoli resta il capoluogo più costoso della regione con 2.814 euro/m², seguita da Salerno (2.651 euro/m²). Sul fronte annuo, tuttavia, il segno resta positivo per la maggior parte dei mercati: Caserta registra l’incremento più elevato (+5,6%), seguita da Avellino (+4,3%), Napoli (+3,7%) e Salerno (+3,3%). Benevento rappresenta l’unica eccezione, con una lieve flessione dello 0,6%. Nel complesso, il mercato immobiliare campano si conferma in espansione, ma con una crescita non uniforme. Napoli resta il principale punto di riferimento, mentre Caserta si afferma come l’area più dinamica in questa prima fase del 2026.
di Fausto Sacco

