Il campo largo torna al centro del dibattito politico in Campania. Noi di Centro accoglie con favore la proposta del Movimento Cinque Stelle di avviare un confronto strutturato del fronte progressista attraverso la convocazione di un tavolo regionale e di cinque tavoli provinciali, uno per ciascuna provincia campana. A sottolinearlo è il coordinatore regionale di Ndc, Pasquale Giuditta, che ribadisce la piena disponibilità del partito al dialogo politico-programmatico. “Non più tardi di mercoledì scorso avevamo chiesto, senza indugi, l’avvio di un confronto negli stessi termini”, spiega Giuditta, ricordando come questa impostazione sia stata più volte indicata come “strada maestra” dal leader di Noi di Centro, Clemente Mastella. “Ai Cinque Stelle diciamo che condividiamo questa linea e siamo pronti al confronto”, aggiunge. Il tema delle alleanze diventa cruciale in vista delle prossime scadenze elettorali. A partire dalle consultazioni riservate agli amministratori per il rinnovo del Consiglio provinciale di Benevento, fino alle elezioni di primavera che coinvolgeranno due capoluoghi di provincia, Avellino e Salerno, e numerosi centri strategici come Portici, Pompei, Cava de’ Tirreni e Ariano Irpino. Secondo Ndc, è ora necessario “consolidare il perimetro del campo largo”, lavorando a coalizioni omogenee in tutti i territori provinciali. Ma Giuditta non risparmia un affondo politico, puntando il dito contro quelle che definisce “situazioni distorsive”. “Nel Sannio — afferma — uno stolto veto contro il nostro leader Clemente Mastella impedisce la naturale costruzione del campo largo. È una situazione che va superata: il modello da seguire è quello che ha già vinto alle ultime elezioni regionali”. La richiesta è chiara: azzerare i veti personali e puntare su un progetto unitario, capace di tenere insieme forze e sensibilità diverse ma accomunate da un programma condiviso. Una sfida che, secondo Noi di Centro, non può più essere rinviata se si vuole costruire un fronte progressista competitivo in tutta la Campania.
di Marco Iandolo

