Il costo dei carburanti rischia di trasformarsi in un ulteriore macigno sulle famiglie, sui lavoratori e sul sistema produttivo campano. Non si tratta soltanto di quanto si paga al distributore per fare il pieno: l’aumento dei prezzi dell’energia produce effetti a cascata sull’intera economia, incidendo sui costi di trasporto delle materie prime, sulla logistica, sulla distribuzione delle merci e, inevitabilmente, sui prezzi finali dei prodotti acquistati ogni giorno dalle famiglie. A lanciare l’allarme sono Massimo Sabatino e Salvatore Cosentino, segretari regionali della UIL Campania, che chiedono un intervento urgente delle istituzioni regionali e nazionali per arginare gli effetti del caro carburanti e dell’aumento dei costi energetici. “Quando aumenta il costo del carburante – sottolineano i due dirigenti sindacali – non aumenta soltanto il prezzo del pieno. Aumenta il costo per trasportare le materie prime, per consegnare le merci, per alimentare la logistica e, alla fine, aumenta il prezzo dei prodotti che acquistano le famiglie. È un effetto a catena che rischia di trasformare il carburante in una vera e propria tassa sull’economia reale”.
I numeri dell’industria
A rendere ancora più preoccupante il quadro sono i dati più recenti richiamati dalla UIL Campania. Ad aprile 2026, secondo l’ISTAT, i prezzi alla produzione dell’industria sul mercato interno hanno registrato un aumento dell’8,8% su base annua. Particolarmente significativo l’incremento registrato dal comparto del coke e dei prodotti petroliferi raffinati, pari al 79,1%. Numeri che, secondo Sabatino e Cosentino, “non possono essere sottovalutati” e che impongono una risposta politica capace di intervenire non soltanto sull’emergenza, ma anche sulle fragilità strutturali del sistema economico regionale. Per la UIL Campania, infatti, il rischio è che l’aumento dei costi energetici finisca per comprimere ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie e, contemporaneamente, ridurre i margini delle imprese, con possibili conseguenze anche sull’occupazione.
La proposta: un fondo anticrisi per carburanti ed energia
Da qui la richiesta di un fondo anticrisi per carburanti ed energia, con un meccanismo automatico capace di attivare misure di sostegno quando il prezzo dei carburanti supera determinate soglie. L’obiettivo è proteggere le fasce sociali e i settori produttivi maggiormente esposti agli aumenti, evitando che ogni nuova fiammata dei prezzi si traduca in un ulteriore aggravio per famiglie e imprese. La UIL chiede inoltre una riforma della fiscalità sui carburanti, a partire da una maggiore trasparenza sul peso delle accise e dell’IVA. Per il sindacato, il sistema fiscale non deve diventare un ostacolo aggiuntivo per chi lavora, produce e trasporta.
Credito d’imposta per i settori più esposti
Tra le misure indicate c’è anche l’introduzione di un credito d’imposta temporaneo per le imprese maggiormente esposte ai costi energetici. Nel mirino ci sono soprattutto trasporti, logistica, agricoltura, edilizia e comparti manifatturieri caratterizzati da un’elevata movimentazione di merci e materiali. Settori nei quali l’aumento del carburante incide direttamente sui costi di produzione e sulla competitività delle aziende. Secondo la UIL Campania, strumenti temporanei e mirati possono contribuire a evitare che l’aumento dei costi energetici si trasformi in una riduzione dei margini, in un rallentamento degli investimenti o, nei casi più difficili, in conseguenze sull’occupazione.
Prezzi e beni di prima necessità: servono controlli
Altro punto indicato dal sindacato riguarda la necessità di rafforzare i controlli sulla formazione dei prezzi e sulle ricadute degli aumenti energetici sui beni di prima necessità. Il timore è che l’incremento dei costi alla produzione possa trasferirsi progressivamente lungo tutta la filiera, finendo per pesare soprattutto sui bilanci delle famiglie. Per la UIL, dunque, non basta monitorare il prezzo del carburante: occorre seguire l’intera catena economica, dalla produzione alla distribuzione, per comprendere dove e come gli aumenti si trasferiscono sui consumatori.
La richiesta alla Regione: un piano industriale ed energetico per la Campania
La questione, nella lettura della UIL Campania, va però affrontata anche in una prospettiva più ampia. Per questo Sabatino e Cosentino chiedono alla Regione di mettere in campo un piano industriale ed energetico per la Campania, capace di affrontare le emergenze ma anche di costruire strumenti strutturali di tutela per il territorio. “Serve un intervento urgente sul costo dei carburanti, sulla fiscalità energetica e sulle ricadute che i prezzi dell’energia stanno producendo su famiglie, lavoratori e sistema produttivo. La Regione intervenga”, è l’appello dei segretari regionali della UIL Campania. Il messaggio politico è chiaro: il caro carburanti non viene considerato dalla UIL soltanto una questione legata ai consumi individuali, ma un problema che investe competitività, costo della vita, occupazione e sviluppo. E in una regione come la Campania, dove trasporto e logistica rappresentano una componente essenziale dell’economia, il rischio è che ogni aumento del costo dell’energia finisca per amplificare le difficoltà già presenti. Per questo, conclude la UIL Campania, occorre passare dalla gestione delle emergenze a una strategia capace di garantire maggiore stabilità energetica e sostenibilità economica a famiglie e imprese.
di Fausto Sacco

