Nel cuore di una provincia dalle mille contraddizioni – tra eccellenze industriali, desertificazione amministrativa, potenzialità inespresse e storiche fragilità – si leva forte la voce dello storico Giovanni Cerchia, presidente dell’associazione Progressisti per Terra di Lavoro. In una lettera aperta indirizzata alle forze del centrosinistra e del campo progressista, Cerchia lancia un appello per una svolta politica in vista delle prossime elezioni regionali. Il suo non è un richiamo nostalgico, ma l’urgenza concreta di rimettere al centro del dibattito pubblico i temi strategici che riguardano il futuro della provincia di Caserta: lavoro, infrastrutture, immigrazione, spopolamento, legalità. “È tempo – scrive – che le forze progressiste tornino a confrontarsi sui contenuti, uscendo dalla logica di pura gestione istituzionale che le ha rese afone rispetto ai reali bisogni del territorio”. Cerchia denuncia con lucidità una dinamica che da tempo caratterizza il centrosinistra locale: assenza di visione, disimpegno tematico, predominanza di interessi interni e di vertice. L’occasione mancata delle elezioni provinciali, ridotte a una contesa tra notabili regionali, ne sarebbe secondo lui l’emblema più evidente. Eppure Caserta – ricorda Cerchia – non è affatto una terra marginale. Storicamente strategica come ponte tra costa ed entroterra, la provincia ha conosciuto, a partire dagli anni ’50, una trasformazione radicale: prima con le lotte contadine, poi con uno sviluppo industriale che ha lasciato tracce durevoli. Nonostante crisi e ritardi, l’anima manifatturiera resiste: lo dimostrano i dati sull’export dopo il 2008 e la presenza di poli d’eccellenza come il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali. A fianco a questo, una filiera agroalimentare innovativa, un turismo ancora in potenza, e una domanda sociale forte e diffusa, spesso disattesa. Da qui la proposta: convocare una Convenzione programmatica di tutto il campo largo, prima dell’inizio ufficiale della campagna elettorale. “Un momento di confronto vero – scrive Cerchia – che coinvolga le energie intellettuali, istituzionali e civiche della provincia, per delineare insieme un progetto credibile, condiviso, capace di parlare alle persone”. Non un semplice appello all’unità, dunque, ma la richiesta di ritrovare un metodo e un senso, con l’ambizione di unire intorno a una visione e non soltanto a una somma di sigle. “Se lo si riterrà utile – conclude – noi siamo pronti a fare la nostra parte”. Una sfida, quella lanciata dai Progressisti per Terra di Lavoro, che punta a rimettere in moto una sinistra spesso paralizzata. E che chiama tutti a una responsabilità collettiva: costruire, finalmente, un progetto all’altezza della dignità e delle attese di una provincia che ha ancora molto da dire.
di Marco Iandolo

