Tre anni di attesa per accedere a cure riabilitative essenziali. È il caso della piccola Carmen, bambina di Frigento, che riaccende i riflettori sulle criticità della sanità territoriale e sulle lunghe liste d’attesa che continuano a colpire le famiglie con minori in età evolutiva. Sulla vicenda interviene il segretario provinciale della UGL Avellino, Vassiliadis Costantinos, che definisce la situazione “uno schiaffo alla dignità delle famiglie” e denuncia un sistema sanitario incapace di garantire il diritto alle cure nei tempi necessari. Vassiliadis spiega di aver contattato immediatamente il Commissario Straordinario dell’A.I.A.S. di Avellino, Antonio Maurizio Arci, dopo aver appreso la vicenda attraverso i social e il racconto del giornalista Enzo Costanza. Dal confronto, sottolinea, è emersa “grande sensibilità e la volontà concreta di intervenire senza ulteriori ritardi”. Da qui il ringraziamento all’A.I.A.S. e al dottor Arci, “che ancora una volta hanno dimostrato con i fatti cosa significhi essere vicini ai bambini più fragili”. Accanto al plauso, però, arriva una dura denuncia nei confronti del sistema sanitario. “Non è più accettabile – afferma il segretario della UGL – che nel 2026 una bambina debba attendere tre anni per ricevere prestazioni fondamentali come logopedia e psicomotricità. La salute è un diritto e non può essere condizionata da liste d’attesa infinite, vincoli di bilancio o burocrazia”. Secondo Vassiliadis, il caso di Carmen rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di un problema che interessa numerose famiglie della provincia di Avellino, costrette ad affrontare ritardi che rischiano di compromettere il percorso di crescita e di recupero dei propri figli. Per questo la UGL Avellino chiede un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni sanitarie, maggiore trasparenza nella gestione delle liste d’attesa e interventi immediati per garantire tempi di presa in carico compatibili con le esigenze dei bambini. “Non è più il tempo delle promesse – conclude Vassiliadis – ma delle decisioni concrete. Nessun bambino può essere lasciato indietro e sulla salute non si può continuare a rinviare”.
di Marco Iandolo

