153 views 2 mins 0 comments

Napoli, sventato presunto piano di femminicidio: ex compagno indagato come mandante, cinque arresti

In CAMPANIA, CRONACA, NAPOLI
Luglio 29, 2026
Secondo gli inquirenti il delitto sarebbe stato commissionato per 20mila euro. L'intervento dei Carabinieri e della Direzione Distrettuale Antimafia ha fermato un piano che, stando all'accusa, era ormai nella fase esecutiva.

Un presunto femminicidio su commissione, pianificato nei dettagli e ormai vicino alla sua esecuzione. È quanto emerge dall’indagine condotta dai Carabinieri e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha portato all’esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari.  Secondo la ricostruzione degli investigatori, una donna residente in provincia di Napoli sarebbe stata designata come vittima di un omicidio commissionato per un compenso di 20mila euro. Il presunto mandante sarebbe l’ex compagno della donna, mentre il gruppo incaricato di portare a termine il delitto avrebbe già predisposto ogni dettaglio operativo. Le indagini avrebbero infatti accertato la disponibilità di un’autovettura con targhe clonate, telefoni cellulari dedicati esclusivamente alle comunicazioni tra i presunti componenti del gruppo e una serie di attività di monitoraggio finalizzate a raccogliere informazioni sugli spostamenti e sulle abitudini della vittima.  Per gli investigatori il progetto criminoso si trovava ormai alle battute finali e l’intervento delle forze dell’ordine avrebbe impedito che il piano venisse portato a termine, evitando quella che sarebbe potuta diventare l’ennesima tragedia legata alla violenza di genere. Sulla base degli elementi raccolti durante l’inchiesta, il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per cinque persone, ritenute coinvolte a vario titolo nella presunta organizzazione dell’omicidio. L’indagine prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali ulteriori responsabilità. Come previsto dall’ordinamento italiano, le contestazioni formulate dagli inquirenti rappresentano allo stato attuale un’ipotesi accusatoria che dovrà essere verificata nel corso del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto del principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

di Marco Iandolo