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Castellammare di Stabia, D’Apuzzo attacca Vicinanza: “Liste già pronte, così si tradisce la trasparenza”

In CAMPANIA, NAPOLI, POLITICA
Febbraio 03, 2026
Il consigliere comunale di minoranza chiede un chiarimento pubblico al sindaco dopo le sue dichiarazioni: “Senza un vero controllo politico si indebolisce la lotta alla camorra”.

Le dichiarazioni del sindaco Luigi Vicinanza, rilasciate a margine di un’iniziativa del Partito Democratico napoletano, continuano ad alimentare il dibattito politico a Castellammare di Stabia. A intervenire con toni duri è il consigliere comunale di minoranza ed ex candidato sindaco Mario D’Apuzzo, che chiede ora un chiarimento pubblico al primo cittadino.   Secondo D’Apuzzo, dalle parole di Vicinanza emergerebbe un dato politicamente rilevante: le liste elettorali del centrosinistra sarebbero state definite prima ancora della candidatura a sindaco. Un elemento che, a suo giudizio, confermerebbe una gestione poco trasparente del processo di costruzione della coalizione.   Pur evitando di attribuire responsabilità personali dirette al sindaco, D’Apuzzo parla di una “grave leggerezza politica”, denunciando l’affidamento a liste già “apparecchiate” senza una reale conoscenza dei profili coinvolti. Una scelta che renderebbe, secondo l’esponente del centrodestra, poco credibili gli obiettivi dichiarati di legalità e contrasto alla criminalità organizzata. “Come si può garantire un vero argine alla camorra – afferma D’Apuzzo – se non c’è stato un controllo politico rigoroso sulla selezione della classe dirigente?”. Una mancanza che, sempre secondo il consigliere, era già evidente nella fase pre-elettorale.  Nel suo intervento, D’Apuzzo esprime anche preoccupazione per il quadro complessivo, parlando di una situazione che potrebbe rappresentare solo “la punta dell’iceberg”. Da qui la difesa dei suoi ex compagni di coalizione, coinvolti nello scioglimento del precedente Consiglio comunale, che definisce ingiusto e mai supportato da provvedimenti giudiziari.  Infine, l’ex candidato sindaco accusa il centrosinistra di aver utilizzato quella vicenda come strumento di propaganda elettorale. Una narrazione “moralistica” che, a suo dire, starebbe oggi crollando sotto il peso dei fatti, mentre il cambio di passo promesso per Castellammare di Stabia non si sarebbe mai concretizzato.

di Marco Iandolo