Doveva essere un presidio di innovazione e inclusione sociale. A pochi mesi dall’inaugurazione, però, l’Info Point di via Plinio mostra criticità che ne mettono seriamente in discussione la funzionalità. La struttura, aperta il 21 ottobre 2025 alla presenza del sindaco Luigi Vicinanza e del prefetto Michele di Bari, sorge all’interno di un bene confiscato alla camorra ed è inserita nella rete nazionale del Dipartimento per la Trasformazione Digitale per la facilitazione digitale. L’obiettivo dichiarato: accompagnare i cittadini nell’uso dei servizi online, dallo SPID ai certificati digitali, secondo gli standard europei DigComp. Oggi, però, la realtà appare diversa. La connessione internet non risulta attiva, rendendo impossibile offrire assistenza concreta. I locali presentano problemi di pulizia, con polvere e segnalazioni di insetti, mentre i servizi igienici sono chiusi al pubblico. L’apertura limitata alle sole ore mattutine (9-13) riduce ulteriormente l’accessibilità. Un quadro che pesa anche su volontari e operatori, costretti a lavorare in condizioni non adeguate, e che rischia di vanificare un progetto nato per sostenere soprattutto le fasce più fragili della popolazione, come anziani e cittadini poco avvezzi alla tecnologia. Il paradosso è evidente: un luogo pensato come simbolo di legalità e rinascita rischia di trasformarsi in un emblema di cattiva gestione. Perché inaugurare è importante, ma garantire servizi funzionanti, continui e dignitosi lo è ancora di più.
di Fausto Sacco

