Il clima politico a Castellammare di Stabia si fa sempre più teso mentre prosegue il lavoro della commissione d’accesso sulle pratiche amministrative. L’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza è chiamata ad affrontare nodi strategici per il futuro della città, ma le divergenze interne alla maggioranza stanno rallentando in modo significativo il processo decisionale. Il tema più delicato resta quello del Piano Urbanistico Comunale (Puc), ancora non approvato a due anni dall’insediamento della giunta. Una mancanza che, secondo Base Popolare, rischia di compromettere qualsiasi strategia di sviluppo. La civica di centrosinistra critica l’orientamento dell’amministrazione, accusata di tentare scorciatoie progettuali senza una visione organica del territorio. Altro fronte critico è quello dei fondi Pnrr, in particolare per il rilancio delle terme. Nonostante il potenziale economico dell’intervento, i lavori restano fermi e l’incertezza sulla gestione dei finanziamenti alimenta il timore di perdere un’occasione decisiva per il turismo e l’occupazione. A dividere ulteriormente la maggioranza è anche il Documento di orientamento strategico (Dos), strumento pensato per definire le priorità di sviluppo e intercettare i fondi Prius. Anche in questo caso, però, mancano una linea condivisa e una sintesi politica efficace. Sul tavolo resta infine il futuro del porto, risorsa centrale per l’economia locale ma ancora priva di una strategia chiara. Le posizioni della giunta appaiono frammentate, senza un progetto integrato capace di coniugare sviluppo, sostenibilità e governance. Se sul piano numerico la maggioranza che sostiene Vicinanza appare solida, sul piano politico emergono crepe evidenti. Le frizioni interne non sembrano mettere in discussione la tenuta dell’amministrazione, ma producono un effetto concreto: il rallentamento delle scelte e una crescente frustrazione tra i cittadini, in attesa di risposte e di una visione credibile per il futuro di Castellammare.
di Marco Iandolo

