Classe 2004, irpino, Holyroh è uno di quei nomi che tornano ciclicamente sulle nostre pagine ogni volta che la sua musica cambia pelle, cresce, prende una direzione nuova.
Tra giurie internazionali, mostre e ricerca teorica, l’architetto giordano legge il Mediterraneo come spazio critico di continuità storica e sperimentazione contemporanea, dove progetto, cultura e responsabilità civile tornano a coincidere.
Quattro grandi nomi del cinema internazionale, nove anteprime italiane e retrospettive dedicate ai maestri: il festival avellinese celebra mezzo secolo di storia.