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Holyroh, la voce che nasce dalla provincia e parla all’Italia: “Plastica” è il manifesto di una generazione che non si accontenta.

In AVELLINO, CAMPANIA, CULTURA
Gennaio 08, 2026
Classe 2004, irpino, Holyroh è uno di quei nomi che tornano ciclicamente sulle nostre pagine ogni volta che la sua musica cambia pelle, cresce, prende una direzione nuova.

C’è una linea sottile che separa la promessa dalla conferma. Nel caso di Holyroh, pseudonimo di Rocco Pagliarulo, quella linea sembra già superata con una naturalezza sorprendente. Classe 2004, irpino, Holyroh è uno di quei nomi che tornano ciclicamente sulle nostre pagine ogni volta che la sua musica cambia pelle, cresce, prende una direzione nuova.  E non è un caso. Nonostante la giovanissima età, Holyroh si è imposto come una delle voci più interessanti della nuova scena italiana, grazie a una scrittura personale e a una versatilità che lo rende difficilmente incasellabile. La sua base resta saldamente ancorata all’universo urban, ma il suo percorso artistico è fatto di continue deviazioni, contaminazioni e aperture sonore. Un’attitudine già evidente in lavori precedenti come l’EP Scompigliato, dove la ricerca musicale si intreccia a un’esigenza espressiva autentica, quasi viscerale. Ma se c’è un luogo in cui Holyroh trova la sua forma più pura, quello è il palco. La dimensione live non è un semplice passaggio promozionale, bensì il cuore pulsante del suo progetto artistico. La musica dal vivo è per lui l’obiettivo primario, lo spazio in cui le canzoni prendono davvero senso. In questo senso, il suo curriculum parla chiaro: in poco tempo ha collezionato aperture di rilievo per artisti del calibro di Clementino, Boomdabash, Fred De Palma e Le Vibrazioni, esperienze che hanno contribuito a rafforzare la sua identità scenica e musicale. Oggi Holyroh torna con un nuovo progetto discografico, l’EP “Plastica”, un lavoro che affonda le radici nell’hip hop e che si muove tra introspezione personale e osservazione sociale. Il brano omonimo, Plastica, rappresenta la chiave di lettura dell’intero progetto: una riflessione sulla percezione del mondo contemporaneo, filtrata attraverso uno sguardo giovane ma già consapevole. A seguire, Déjà vu affronta emozioni come la noia e l’alienazione, legate alle dinamiche ripetitive e spesso soffocanti della società moderna (Rocco Pagliarulo autore, Vincenzo Cardinale compositore). Chiude l’EP Provincia, traccia che vede la collaborazione con il producer Nathys e che mette a fuoco uno dei temi più ricorrenti e sentiti nella poetica di Holyroh: la vita di provincia e le difficoltà del Meridione. Un racconto diretto, privo di retorica, firmato da Rocco Pagliarulo (autore) e Anthony Calicchio (compositore), che restituisce immagini e sensazioni familiari a un’intera generazione. Plastica è un progetto compatto, composto da tre brani e realizzato con il contributo di due produttori diversi, che conferma la direzione intrapresa da Holyroh: quella di un artista in costante evoluzione, capace di raccontare il proprio tempo senza artifici, con uno stile che guarda avanti ma resta profondamente radicato nella realtà da cui proviene. Una crescita che, passo dopo passo, continua a meritare attenzione.

di Giuseppe Di Giacomo

Pubblichiamo il link per seguire i brani: https://holyroh.it/plastica-cartolina-digitale/