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Raphael Gualazzi incanta Catania: jazz, anima e libertà al Metropolitan.

In CULTURA, IN EVIDENZA
Dicembre 16, 2025
Luci calde, platea gremita, un brusio che si spegne di colpo quando Raphael Gualazzi prende posto al pianoforte.

Il Teatro Metropolitan questa sera respira come un vecchio club di New Orleans trapiantato nel cuore di Catania. Luci calde, platea gremita, un brusio che si spegne di colpo quando Raphael Gualazzi prende posto al pianoforte. Bastano poche note per capire che non sarà un semplice concerto, ma un viaggio. Di quelli che partono dallo stomaco e arrivano dritti alla testa. Cantautore, pianista e compositore, Gualazzi è una delle voci più riconoscibili e meno addomesticabili della scena musicale italiana contemporanea. La sua cifra stilistica intreccia jazz, blues e soul con una naturalezza rara, sostenuta da una scrittura elegante e da un timbro vocale che non chiede permesso: entra, si impone, resta. Dal trionfo a Sanremo Giovani nel 2011 fino all’Eurovision, il suo percorso ha sempre seguito una traiettoria personale, capace di fondere tradizione e modernità senza compromessi. Stasera, al Metropolitan, quella traiettoria prende forma insieme al Quintet: una band affiatata, tecnica, viva. Non semplici accompagnatori, ma complici. Il concerto è costruito come un dialogo continuo, dove i brani originali si alternano a riletture raffinate del repertorio jazz e soul. Ogni pezzo sembra nascere sul momento, anche quando lo conosci a memoria. È il potere dell’improvvisazione, che Gualazzi maneggia con disinvoltura e coraggio. Il pianoforte è il centro di gravità emotiva dello spettacolo: percussivo, lirico, irruento. La voce lo segue e lo sfida, tra falsetti, graffi blues e aperture soul. Ci sono momenti intimi, quasi sussurrati, in cui il teatro trattiene il fiato, e improvvise esplosioni di energia collettiva che fanno battere le mani a tempo, senza che nessuno se ne accorga davvero. Il pubblico catanese risponde con un calore sincero, partecipato. Si percepisce quella rara sensazione di essere dentro qualcosa che sta accadendo qui e ora, irripetibile. Gualazzi sorride, dialoga, si lascia andare. Non recita un ruolo: è semplicemente se stesso, e basta. Questo concerto è uno dei punti più alti della nuova stagione di Catania Jazz, perché mette in luce la dimensione più autentica e jazzistica di Raphael Gualazzi. Quella che non ha bisogno di etichette, ma solo di spazio, tempo e ascoltoLe foto in diretta del concerto di Catania (16 dicembre) sono pubblicate a margine di questo articolo — scatti esclusivi dal pubblico e dal backstage, per catturare l’anima di una serata già entrata nella storia del rock italiano.

di Giuseppe Di Giacomo

Le foto in diretta del concerto di Catania (16 dicembre) sono pubblicate a margine di questo articolo — scatti esclusivi dal pubblico e dal backstage, per catturare l’anima di una serata già entrata nella storia del jazz, blues e soul italiano.