Si svolgeranno venerdì pomeriggio nel Duomo di Avellino i funerali di Giuseppe Gargani, scomparso a Roma all’età di 91 anni. Con la sua morte si chiude una lunga stagione politica che ha visto protagonista uno degli esponenti più rappresentativi della Democrazia Cristiana irpina e nazionale. La camera ardente sarà allestita presso Palazzo Caracciolo, sede della Provincia di Avellino, incarico che Gargani aveva ricoperto nel 1970 prima di essere eletto per la prima volta in Parlamento due anni dopo. Un passaggio istituzionale che segnò l’inizio di una lunga carriera nelle istituzioni repubblicane. Nella serata di venerdì, dopo il rito funebre nel capoluogo, il feretro sarà trasferito a Morra De Sanctis, piccolo comune dell’Alta Irpinia dove Gargani era nato il 23 aprile 1935. Qui verrà tumulato, nel paese d’origine che ha sempre mantenuto un legame simbolico con la sua figura politica e umana. Nel corso della sua attività parlamentare, Gargani è stato tra i protagonisti della stagione della Democrazia Cristiana insieme ad altri esponenti irpini che hanno segnato la politica nazionale a partire dagli anni Sessanta, come Ciriaco De Mita, Nicola Mancino, Salverino De Vito, Ortensio Zecchino e Clemente Mastella. Una generazione che ha contribuito a definire una classe dirigente con forte radicamento territoriale e presenza nelle istituzioni nazionali. Diffuso e trasversale il cordoglio espresso da rappresentanti delle istituzioni, del mondo politico e da semplici cittadini sui social network. Nel ricordo condiviso emerge la figura di un politico che ha dedicato il proprio impegno alla difesa del parlamentarismo, dell’europeismo e all’attenzione per il Mezzogiorno, temi che hanno accompagnato l’intera sua esperienza pubblica. Con la scomparsa di Gargani, l’Irpinia perde una delle sue figure storiche più rappresentative, protagonista di una stagione politica che ha lasciato un segno profondo nella vita istituzionale del Paese.
di Marco Iandolo

