Il grande spettacolo del cattolicesimo progressista, applausi, selfie e zero bussola
C’è sempre un momento, quasi ciclico, in ogni stagione politica italiana, in cui qualcuno riscopre il cattolicesimo democratico e lo annuncia come la sintesi che salverà il Paese. Accade con una regolarità quasi liturgica, e ogni volta con lo stesso cerimoniale, fatto di citazioni da dottrina sociale spolverate per l’occasione, richiami alla Costituzione recitati come un’orazione, selfie con parroci e intellettuali laici che certificano, con la loro sola presenza, l’avvenuta conversione al bene comune.
