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M5S, il 91,7% degli iscritti dice no all’invio di nuove armi in Ucraina

In IN EVIDENZA, POLITICA
Settembre 20, 2026
Da Milano il mandato a Giuseppe Conte: la posizione sulla guerra entra nel confronto con il centrosinistra. Il voto della base conferma la linea contraria al proseguimento degli aiuti militari a Kiev.

Il Movimento 5 Stelle mette nero su bianco la propria posizione sulla guerra in Ucraina e affida a Giuseppe Conte il compito di portarla al tavolo del confronto con le forze del centrosinistra. È questo uno dei passaggi politicamente più rilevanti emersi dalla kermesse milanese dedicata alla costruzione partecipata del programma del Movimento.  Il voto degli iscritti ha registrato un consenso del 91,7% sulla proposta di inserire nel documento programmatico la posizione contraria al “continuare a inviare armi” all’Ucraina. Un risultato che consegna alla leadership pentastellata un mandato preciso in vista del confronto con gli alleati.   Il dato, tuttavia, va letto anche alla luce della partecipazione. A votare, secondo i dati diffusi sul voto interno, sono stati circa 45.340 iscritti su 106.829 aventi diritto, poco più del 42%. Il 91,7% rappresenta dunque la quota dei partecipanti che si è espressa a favore della proposta, non la percentuale sull’intera platea degli iscritti.   La questione ucraina si inserisce in una linea più ampia sulla politica estera e sulla difesa. Gli iscritti hanno infatti espresso percentuali elevate anche contro il piano di riarmo europeo e contro l’aumento della spesa per la difesa, mentre ha ottenuto un consenso ancora più ampio il riferimento al primato del diritto internazionale.  Nel suo intervento conclusivo, Conte ha ribadito la volontà del Movimento di presentarsi al confronto programmatico con posizioni definite, senza rinunciare ai propri punti qualificanti. La guerra in Ucraina e il futuro della politica europea di sicurezza e difesa diventano così uno dei dossier destinati a mettere alla prova la possibilità di una sintesi nel campo progressista.  Il voto di Milano, infatti, non coincide ancora con un accordo di coalizione. Il mandato ricevuto da Conte consiste nel portare le proposte del M5S al confronto con le altre forze politiche. Sarà quindi il negoziato successivo a stabilire se e in quale forma le diverse posizioni potranno confluire in una piattaforma comune.  È proprio sul tema degli aiuti militari a Kiev che le distanze nel centrosinistra restano particolarmente significative. Il Movimento 5 Stelle punta sulla necessità di privilegiare il negoziato e una soluzione diplomatica del conflitto, mentre altre componenti del centrosinistra hanno mantenuto posizioni differenti sulla prosecuzione del sostegno militare all’Ucraina. Da Milano, dunque, Conte esce con un mandato interno forte su uno dei temi più divisivi della politica italiana ed europea. Il passaggio successivo sarà il confronto con gli alleati: dalla consultazione della base alla costruzione di una posizione comune il percorso è ancora tutto da definire.

di Fausto Sacco