323 views 3 mins 0 comments

Conflitto di interessi: bloccato il provvedimento del M5s

In POLITICA
Marzo 20, 2024

Il dibattito sul conflitto di interessi all’interno della Camera dei Deputati ha subito una svolta inaspettata. Il provvedimento in discussione, a prima firma dell’ex Premier Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle (M5s), si è imbattuto in un netto ostacolo: l’introduzione di un emendamento da parte del centrodestra che, di fatto, ne ha cambiato radicalmente le prospettive.

In commissione Affari Costituzionali, il relatore del provvedimento, il deputato di Forza Italia (FI) Paolo Emilio Russo, ha presentato un emendamento che affida al governo il compito di intervenire sulla questione del conflitto di interessi. Il testo prevede che il governo agisca entro un termine di due anni, cancellando così 17 articoli del testo originale proposto dai pentastellati.

Il provvedimento targato M5s si proponeva di affrontare e regolamentare il conflitto di interessi, cercando di imporre delle barriere più nette tra le attività economiche e i ruoli istituzionali, specialmente per quel che riguarda gli incarichi governativi e nelle authority. Tra le disposizioni contemplate nel testo originale vi erano l’inclusione degli incarichi a livello locale, l’estensione del conflitto di interessi a coniugi e parenti e la limitazione della quota di partecipazioni in aziende monopoliste o concessionarie di Stato o Regioni.

L’approccio della maggioranza ha suscitato reazioni molto critiche dalle opposizioni, in particolar modo dal M5s e dal Partito Democratico (PD). L’ex Presidente del Consiglio Conte ha accusato la maggioranza di ‘calpestare il Parlamento’, mentre il PD, per voce della capogruppo in commissione Simona Bonafè, ha denunciato una compressione delle prerogative delle opposizioni e una svalutazione del ruolo del Parlamento. Dal canto loro, i capigruppo del M5s alla Camera e al Senato, Francesco Silvestri e Stefano Patuanelli, hanno etichettato la maggioranza di essere colma di ignavi, criticando aspramente la decisione di ricorrere alla delega.

Il centrodestra giustifica la propria posizione con la necessità di avere più tempo per affrontare una materia tanto complessa e con l’inesistenza di un vero dialogo per poter riscrivere il testo, evidenziando la distanza tra le visioni di maggioranza e minoranza. Nel nuove formulazione proposta dalla maggioranza, vengono esclusi dal conflitto di interessi gli incarichi a livello locale e viene aumentata dal 2 al 50% la soglia della partecipazione in aziende monopoliste oltre la quale si configura il conflitto patrimoniale.

Il provvedimento, ora modificato dall’emendamento che ne deforma l’originario intendimento, è previsto arrivare in Aula per il voto il prossimo 25 marzo, lasciando ancora incerta la direzione che prenderà la situazione. Nel frattempo, le opposizioni, infuriate e motivate a difendere l’originale spirito del testo, si preparano a una battaglia parlamentare che potrebbe rivelarsi lunga e complessa.