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Controriforma Finanziaria per i Comuni: quando le norme disincentivano l’innovazione

In POLITICA
Maggio 25, 2024

In un’apparentemente paradossale sviluppo di politiche finanziarie, il recente piano di spending review imposto dal Mef sui Comuni italiani presenta notevoli difficoltà, soprattutto per quelle amministrazioni locali più proattive nell’adottare e attuare progetti finanziati traverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PnRR). Antonio Decaro, presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), ha pubblicamente criticato l’approccio del governo, denunciando un’incoerenza normativa che rischia non solo di frenare ma di penalizzare gli sforzi di modernizzazione e sviluppo locali.

Il disegno della misura presupposta, inquadrato nella legge di bilancio, sembra scontrarsi frontalmente con gli obiettivi di lungo termine del PnRR, concepito per catalizzare investimenti infrastrutturali e miglioramenti essenziali in tutto il territorio nazionale. Secondo Decaro, i tagli previsti, che ammontano a 250 milioni di euro per l’anno corrente e che si protrarranno fino al raggiungimento di 1 miliardo e 250 milioni entro il 2028, sono distribuiti in modo sproporzionatamente oneroso verso quei Comuni che hanno percepito maggiori finanziamenti PnRR.

Particolarmente gravoso è il criterio di ripartizione di questi tagli, basato proporzionalmente sugli investimenti ricevuti per iniziative strutturali come asili nido, case-famiglia, autobus elettrici e parchi pubblici. Ironia della sorte, le amministrazioni che hanno intrapreso più progetti e che teoricamente dovrebbero essere incoraggiate, si trovano ora a fronteggiare maggiori penalizzazioni finanziarie, mettendo a rischio la gestione e la sostenibilità delle infrastruture migliorate o appena realizzate.

La conseguenza diretta di questa manovra è un paradosso amministrativo: maggiori investimenti significano maggiori responsabilità, ma senza il necessario supporto finanziario corrente, la gestione di tali migliorie diviene inaffrontabile. Questo si traduce in un fardello per i Comuni, che si vedrebbero obbligati a ridurre i servizi o addirittura ad abbandonare gli impianti recentemente sviluppati, nonostante i benefici lunghi a termine che questi possono garantire alle comunità locali. In questo contesto, l’essenza stessa del PnRR, ovvero stimolare una ripresa robusta e resiliente attraverso progetti sostenibili e lungimiranti, viene messa in discussione.

Con appelli al governo per una revisione urgente di questa politica, Decaro spera di evitare quello che potrebbe trasformarsi in un insostenibile controsenso economico e sociale. Il rischio è che, senza un intervento tempestivo, le ripercussioni di queste misure potrebbero minare non solo la fiducia nelle iniziative governative, ma anche la qualità della vita dei cittadini che queste amministrazioni si sforzano di migliorare.

Tali sviluppi sollevano interrogativi significativi sulle strategie di bilancio utilizzate al livello nazionale e sul loro effetto a cascata sul tessuto vitale delle comunità locali. Inoltre, lanciano un chiaro segnale circa la complessità di implementazione di politiche top-down quando queste arrivano a contatto con la realtà quotidiana di governance locale. La sfida ora per il governo e le amministrazioni locali sarà trovare un equilibrio tra rigorosa responsabilità fiscale e necessario sostegno infrastrutturale, essenziale per il rinascimento economico e sociale post-pandemia che il PnRR aspira a realizzare.