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Costi in Aumento per gli Utenti del Libero Mercato Energetico

In ECONOMIA
Marzo 23, 2024

A partire dal prossimo 1 luglio, gli utenti dell’energia elettrica che aderiscono al libero mercato potrebbero vedersi salire le spese energetiche fino a 1.776 euro annui in più rispetto alla bolletta media proposta dal Servizio a Tutele Graduali, secondo quanto emerge dall’analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc). Questa situazione potrebbe incidere significativamente sui bilanci familiari, specialmente in un periodo in cui l’attenzione ai costi della vita quotidiana è alta.

L’indagine del Crc ha confrontato le offerte dei 7 principali gestori vincitori delle aste indette dall’Acquirente Unico e ha rilevato che i consumatori che rimangono nel libero mercato, pur avendo la possibilità di scegliere tra le stesse compagnie che gestiscono il servizio a tutele graduali, potrebbero incontrare delle tariffe energetiche notevolmente più elevate.

I dati mostrano che, con una media di consumo annuo di 2.700 kWh, le bollette del Servizio a Tutele Graduali si attestano intorno ai 465 euro, con una stima di risparmio di 131 euro annui rispetto al previgente mercato tutelato, come evidenziato dall’Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera). Al contrario, per chi si affida al libero mercato, una tariffa variabile potrebbe comportare una maggiore spesa annua che va dai 162 ai 573 euro in più rispetto al servizio a tutele graduali. Se la scelta dovesse cadere su un’offerta a prezzo fisso, la disparità si acutizzerebbe ulteriormente, con un incremento che varia da 204 a 1.776 euro all’anno.

Questa inconsistenza nei prezzi solleva preoccupazioni e interrogativi, mettendo in luce un paradossale scenario: i clienti che si affidano al libero mercato, nonostante l’intenzione di beneficiare di una competitività prezzi teoricamente garantita dalla liberalizzazione, si trovano a sostenere costi superiori pur avendo scelto lo stesso fornitore che opera in entrambi gli ambiti.

In aggiunta, il presidente del comitato scientifico del Crc, Furio Truzzi, ha espresso preoccupazione anche per la posizione degli utenti vulnerabili nel mercato tutelato, i quali vedremmo una bolletta media più alta di 131 euro all’anno rispetto a chi accede al Servizio a tutele graduali.

Queste osservazioni pongono in evidenza la necessità di un’attenzione accurata da parte dei consumatori nel valutare le opzioni energetiche disponibili e sollecitano l’intervento degli enti regolatori per garantire trasparenza e equità nel settore energetico. Le famiglie italiane si trovano così davanti ad un bivio: rimanere nel libero mercato, assumendosi il rischio di potenziali rincari, o affidarsi al nuovo Servizio a Tutele Graduali per cercare un margine di risparmio, in un contesto di incertezza economica e di prezzi volatili dell’energia.