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Crescita economica a due velocità: il Sud supera il Nord, ma per quanto tempo?

In ECONOMIA
Novembre 27, 2024

Per il secondo anno consecutivo, le regioni del Mezzogiorno di Italia presentano un ritmo di crescita superiore rispetto a quelle del Centro-Nord. Secondo l’ultima analisi contenuta nel rapporto Svimez, il PIL nel Sud è atteso aumentare dell’0,9% nel 2024, superando lo 0,7% previsto per il resto del Paese. Un risultato significativo, che testimonia il potenziale di una zone storicamente considerata meno dinamica dal punto di vista economico.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) gioca un ruolo cruciale in questo contesto, contribuendo con ben 1,8 punti percentuali alla crescita del PIL nel triennio 2024-2026 nella regione meridionale. Le iniezioni di fondi europei hanno indubbiamente innescato un circuito virtuoso di investimenti e sviluppo, spianando la strada per un riequilibrio tra le varie aree del Paese.

Tuttavia, nonostante l’apparente prosperità, non tutto risplende nel futuro economico del Mezzogiorno. Ci sono segnali che il divario di crescita favorevole al Sud rispetto al Centro-Nord, sebbene attualmente positivo, sta cominciando a ridursi rispetto al 2023. Le proiezioni per gli anni 2025 e 2026 delineano uno scenario meno promettente, con un ritorno a una crescita più contenuta, in un contesto di post-stimolo economico.

La legge di bilancio, infatti, secondo le stime di Svimez, si appresta a ridurre le risorse destinate specificatamente al Sud di circa 5,3 miliardi di euro nel periodo 2025-2027. Da evidenziare, in particolare, è la cancellazione della decontribuzione Sud, una misura che rischia di avere un impatto diretto sull’occupazione, con la perdita prevista di 25.000 posti di lavoro. Questo rappresenta un duro colpo per l’economia meridionale, che potrebbe vedere minata la sua recente traiettoria di crescita.

Il contrasto tra il momento attuale di espansione e le incertezze future pone svariati interrogativi sulla reale capacità del Sud di consolidare i guadagni ottenuti e di ridurre in modo permanente il divario storico che lo separa dal resto d’Italia. Il rischio di un ritorno alla “normalità” pre-pandemica, con una crescita stentata rispetto al Centro-Nord, è una prospettiva che preoccupa gli analisti e i policy makers.

Ulteriori sviluppi in campo economico e decisioni politiche nei prossimi mesi saranno determinanti per capire se il Mezzogiorno potrà sfruttare il slancio attuale per una trasformazione duratura, o se le difficoltà previste porteranno a una regressione verso dinamiche economiche meno favorevoli. Una cosa è certa: il futuro economico del Sud Italia rimane un capitolo ancora aperto, ricco di potenziale ma anche di sfide notevoli.