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Crisi delle PMI in Europa: un Allarme per il Futuro Economico

In ECONOMIA
Maggio 11, 2024

Durante il recente Forum annuale a Napoli, il presidente della Piccola Industria di Confindustria ha evidenziato una condizione di profonda incertezza che attanaglia le filiere industriali europee. Con parole cariche di preoccupazione, ha descritto uno scenario in cui le transizioni economiche e tecnologiche stanno generando significativi ostacoli. Se le istituzioni europee non attiveranno meccanismi di supporto efficaci, abbiamo davanti un possibile arresto totale delle attività produttive. “Se non si sblocca la situazione, ci ritroveremo in una stagnazione prolungata, durante la quale altre regioni del mondo ci supereranno, avendo essi continuato a investire e innovare”, ha affermato con urgenza il rappresentante delle PMI italiane.

Questa situazione è ulteriormente aggravata dalla crescente competizione internazionale, in cui potenze come gli Stati Uniti e la Cina stanno accelerando il loro passo verso il progresso tecnologico e economico. La crisi europea è dunque doppia: interna, per i blocchi istituzionali e burocratici, ed esterna, per la sfida globale che non ammette ritardi.

In parallelo, i rappresentanti delle confindustrie dalla Germania, Bertram Kawlath della Bdi, e dalla Francia, Fabrice Le Saché del Medef, hanno partecipato al forum, esprimendo un concetto di “Europa dei progetti”. Questa visione prevede una Unione Europea pragmatica e orientata all’azione, lontana dall’essere un semplice spettatore delle dinamiche economiche globali. Kawlath e Le Saché hanno sottolineato l’importanza di superare la fase di basso interesse verso la competitività che sembra aver caratterizzato recentemente l’agenda europea.

La prossima tornata di elezioni europee appare come un crocevia decisivo. “Non c’è altro appello oltre questo”, avverte il presidente della Piccola Industria di Confindustria, specificando che l’elezione della nuova Commissione Europea potrebbe rappresentare l’ultimo treno da prendere per riformare sostanzialmente le politiche industriali e di investimento. Quest’ultime sono vitali per il sostegno delle PMI, che rappresentano una quota significativa del tessuto economico europeo.

Il messaggio da Napoli è chiaro: le PMI sono il barometro della salute economica dell’Europa, e il loro grido di allarme non può essere ignorato. È fondamentale ascoltare questi attori cruciali, che chiedono non soltanto di sopravvivere, ma di poter competere alla pari con gli avversari globali che stanno rapidamente trasformando i loro territori in hub di innovazione e progresso.

In conclusione, l’appello lanciato dalle PMI tramite Confindustria è un invito a una riflessione profonda e a un’azione immediata da parte delle istituzioni europee. Non si tratta solo di salvaguardare le economie nazionali, ma di progettare una nuova direzione per l’Europa intera, una direzione che permetta di rinascere dalle proprie cenere e di affrontare con nuove energie le sfide del XXI secolo.