47 views 3 mins 0 comments

Crollo TIM Pesa su Piazza Affari: Azioni a Minimi da Dicembre 2022

In ECONOMIA
Marzo 11, 2024

La Borsa di Milano registra una giornata negativa, con un decremento dello 0,5%, muovendosi in simbiosi con il trend pessimista che ha caratterizzato gli altri listini del vecchio continente. Al centro delle attenzioni degli investitori troviamo Telecom Italia (TIM), il cui valore azionario ha subito un brusco calo dell’8%, portando il prezzo delle azioni a soli 0,20 euro, una cifra che rievoca i minimi toccati a dicembre 2022.

Quest’ultima discesa si verifica in un contesto in cui l’azienda ha confermato le sue stime finanziarie future (guidance) e ha reso noto l’integrazione del piano industriale previsto. Gli analisti e gli investitori stanno attentamente valutando l’impatto di queste informazioni, riflettendo sull’efficacia delle strategie intraprese dalla compagnia per sostenere crescita e sviluppo.

Osservando il panorama delle obbligazioni, lo spread tra i titoli di stato italiani (Btp) e quelli tedeschi (Bund) ha visto una lieve ascesa, raggiungendo i 132 punti. Contemporaneamente, il rendimento del decennale italiano si è attestato al 3,58%.

Nel dettaglio del listino principale della Borsa milanese, altre società hanno mostrato segnali di debolezza. Particolarmente colpita è stata A2a, con un ribasso del 3%, nonostante l’annuncio di un accordo con Enel, la quale invece ha beneficiato lievemente della notizia (+0,6%), che riguarda le attività di distribuzione nell’area lombarda. Le vendite hanno interessato anche il settore tech e quello audio con cali significativi per Amplifon (-2,7%) e Nexi (-2,3%).

In termini di performance, il settore bancario non ha mostrato segnali positivi: Mps e Intesa hanno lasciato sul terreno l’1,6%, Banco Bpm ha evidenziato una discesa dello 0,9%, seguito da Bper con un meno 0,5% e Unicredit che ha limitato le perdite allo 0,2%.

Altri nomi noti dell’industria italiana, come Leonardo e Pirelli, hanno terminato la seduta con riduzioni rispettivamente dell’1,4% e dell’1,3%. Inoltre, anche Stm ha accusato un calo dell’1%, risentendo degli echi negativi legati alla caduta di Nvidia e alle preoccupazioni lineari che affliggono il comparto dei semiconduttori.

Non tutto il listino però naviga in acque turbolente: Iveco si distingue con una crescita del 2%, mentre Stellantis, Moncler e Saipem si sono aggiudicate un aumento dello 0,8%, dimostrando che anche in giornate dominante dalla negatività, alcuni titoli sono in grado di contraddistinguersi positivamente.

L’atteggiamento cauto degli operatori riflette le incertezze che permangono sui mercati finanziari, sia per le dinamiche interne alle aziende che per il contesto macroeconomico complessivo. Sarà fondamentale monitorare i prossimi sviluppi per comprendere se questo clima di sfiducia avrà ripercussioni a lungo termine o si tratterà di un passaggio congiunturale. Nel frattempo, gli investitori restano in allerta, pronti a reagire alle nuove informazioni che emergeranno in ambito corporativo e finanziario.