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De Luca e Sangiuliano, fronti opposti ma stessa diagnosi: “La politica è senza anima”

In CAMPANIA, NAPOLI, POLITICA
Febbraio 02, 2026
Alla presentazione del libro di Casini, l’ex governatore e il capogruppo FdI concordano sulla crisi della classe dirigente: mancano visione, coraggio e riforme strutturali.

Divisi nello schieramento politico ma sorprendentemente vicini nell’analisi della realtà, Vincenzo De Luca e Gennaro Sangiuliano si sono ritrovati sullo stesso terreno critico alla presentazione del libro di Pier Ferdinando Casini Al centro dell’Aula. Il tema dominante è stato uno solo: la profonda crisi della politica italiana.  Per l’ex governatore campano, l’Italia avrebbe oggi una “necessità storica” di realizzare grandi riforme, dalla pubblica amministrazione alla giustizia, dalla sanità alla sicurezza. Ma, secondo De Luca, manca una classe politica capace di assumersi fino in fondo la responsabilità di scelte impopolari: “Non vedo – ha affermato – una classe dirigente che sappia prendersi certe responsabilità senza avere paura dell’opposizione”.   Ancora più dura la sua analisi sullo stato della democrazia: “La politica è scaduta a mero pragmatismo, a un’amministrazione senz’anima, senza visione e senza un punto di arrivo. La democrazia liberale, così come l’abbiamo conosciuta, è arrivata a fine corsa”.   Parole che trovano una sostanziale eco nell’intervento di Gennaro Sangiuliano, attuale capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, che ha parlato di un evidente declino della qualità politica nel Paese. “Siamo passati – ha detto – da figure come Berlinguer, De Gasperi, Fanfani, Andreotti e Almirante, che avevano una proiezione ideale della politica, a una classe dirigente ridotta al solo pragmatismo, priva di visione”.  Sangiuliano ha poi allargato lo sguardo al contesto internazionale, sottolineando come il nuovo scenario multipolare imponga una riflessione profonda anche all’Europa: “Con la Cina che ambisce all’egemonia, la Russia protagonista di un’aggressione e Paesi come India e Brasile in forte ascesa, l’Europa deve tornare a interrogarsi su se stessa, su ciò che la unisce e su dove vuole andare”.  Due percorsi politici lontani, dunque, ma una diagnosi comune: la crisi non è solo dei partiti, bensì di una politica che ha smarrito visione, identità e capacità di guidare il cambiamento. Un vuoto che, sempre più spesso, appare come il vero problema della democrazia contemporanea.

di Fausto Sacco