La corsa al bonus psicologo ha preso una piega inaspettata: a soli due giorni dall’apertura delle candidature l’Inps si trova a gestire un numero di domande che ha superato ogni previsione iniziale. Con 175mila richieste depositate, il quadro che emerge è quello di una nazione con un urgente bisogno di supporto psicologico che si scontra con le limitazioni di un fondo stanziato che appare, ora più che mai, insufficiente.
Il bonus psicologo, una misura introdotta per garantire un sostegno psicologico a chi ne ha bisogno in tempi particolarmente sfidanti a livello emotivo e mentale, prevede assegni variabili dai 500 ai 1.500 euro, con 50 euro massimo per seduta. L’obiettivo è fornire un aiuto concreto a coloro che sono in difficoltà economica e allo stesso tempo favorire la salute mentale.
Tuttavia, con un budget di 10 milioni di euro messi a disposizione per questa iniziativa, il calcolo è presto fatto: se si considerano gli importi minimi, si arriva a coprire appena 20mila persone, ovvero poco più dell’11% delle richieste fino ad ora presentate. Questo, sfortunatamente, significa che una grande porzione di chi ha manifestato la necessità di supporto potrebbe restare esclusa dal beneficio.
Il criterio di assegnazione del bonus sarà basato sul valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee), ciò significa che a parità di fabbisogno, i soggetti in situazione di maggiore vulnerabilità economica avranno la precedenza.
La situazione attuale solleva questioni importanti sul tema della salute mentale. Il numero impressionante di richieste evidenzia quanto sia cresciuto il bisogno di supporto psicologico nel nostro Paese, un bisogno che senz’altro è stato amplificato dalle ripercussioni della pandemia e dalla crisi economica successiva.
Il bonus psicologo si conferma quindi come una iniziativa tanto applaudibile quanto da rivedere in termini di risorse allocate. I dati dimostrano chiaramente che la domanda per sostegno psicologico è molto alta e mettono in luce la necessità di un rinnovato impegno da parte delle istituzioni nel supporto alla salute mentale.
D’altro canto, emerge altresì l’importanza di integrare politiche di sostegno psicologico più strutturate e continuative che vadano oltre l’emergenza. In tale contesto, il contributo del bonus psicologo è solamente un tassello di un quadro più ampio di benessere psicologico che necessita di una visione a lungo termine e di investimenti continui.
Le autorità competenti sono chiamate a un immediato riesame dei fondi disponibili per questa iniziativa, nell’ottica di rispondere efficacemente a quello che è a tutti gli effetti un appello collettivo al benessere mentale, fondamentale per la resilienza e la prosperità della società. Nel frattempo, è auspicabile che le domande aggiuntive portino a un’attenzione maggiore sul valore della salute mentale e sull’urgenza di metterla al centro delle politiche sociali e sanitarie.
