Si accende il dibattito sulla possibile data delle prossime elezioni regionali in Campania, dopo che è emersa l’ipotesi del 23 novembre come giornata utile per il voto. Una scelta che, però, incontra la netta contrarietà di Forza Italia, che attraverso il suo segretario provinciale di Avellino, Angelo Antonio D’Agostino, lancia un appello forte e chiaro: “Quella data è sacra per l’Irpinia e per tutta la Campania. Sceglierla per un confronto politico-elettorale sarebbe profondamente sbagliato”. In una nota ufficiale, D’Agostino ricorda come proprio il 23 novembre 1980 la Campania, e in particolare l’Irpinia, fu colpita da uno dei terremoti più devastanti della storia italiana recente. Una tragedia che causò oltre 2.900 vittime, migliaia di feriti e interi paesi rasi al suolo. “Il 23 novembre rappresenta per l’Irpinia e per l’intera Campania una giornata di dolore e memoria collettiva. Sovrapporre a quel giorno una tornata elettorale significherebbe tradire lo spirito del ricordo e del lutto”, afferma il dirigente forzista.
Memoria contro propaganda
Nel ragionamento di Forza Italia non c’è solo la richiesta di rispetto per le vittime, ma anche una riflessione più ampia sul significato simbolico e civile delle date. “Il voto – prosegue D’Agostino – è celebrazione della democrazia, ma anche occasione di confronto acceso, polemica e scontro tra visioni diverse. Nulla di tutto ciò si addice a una giornata in cui si commemorano morte, distruzione e rinascita faticosa. È un errore culturale e istituzionale che non possiamo permetterci”.
La richiesta: “Si scelga un’altra data”
Per questo, Forza Italia chiede con forza che il Governo e gli organi competenti individuino una data diversa per le elezioni regionali. “Serve rispetto per la memoria collettiva e per i familiari delle vittime. Serve anche garantire la serenità necessaria sia alla commemorazione sia al corretto svolgimento della campagna elettorale”, sottolinea il segretario provinciale azzurro. La proposta di voto il 23 novembre – ancora non ufficializzata – rischia ora di trasformarsi in un caso politico e istituzionale, soprattutto nel Mezzogiorno. L’intervento di D’Agostino apre di fatto il fronte della difesa della memoria come valore trasversale, che va oltre gli schieramenti. Il dibattito è appena iniziato. Ma per l’Irpinia e per chi ha vissuto quel dramma, il 23 novembre non è un giorno qualunque.
di Marco Iandolo

