Si è svolto questa mattina, presso la sede dell’Università degli Studi del Sannio in piazza Guerrazzi, un incontro istituzionale tra il consigliere regionale Fernando Errico e la rettrice dell’ateneo sannita, professoressa Maria Moreno. Un confronto improntato alla collaborazione e al rafforzamento del dialogo tra istituzioni regionali e mondo accademico, con l’obiettivo di costruire una strategia condivisa per lo sviluppo delle aree interne. Al centro del colloquio la necessità di “fare sistema” ed evitare interventi frammentati. “Immaginare azioni scollegate – ha sottolineato Errico – rischia solo di alimentare contrapposizioni sterili. Serve una visione comune per affrontare problemi strutturali che riguardano l’intero territorio sannita”. Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’attrattività dell’Università del Sannio. Pur riconoscendo gli investimenti realizzati negli ultimi anni, Errico ha evidenziato una criticità centrale: i trasporti. “I collegamenti sono insufficienti. Se uno studente non riesce a raggiungere l’università, è costretto a scegliere altri atenei. Occorre una mobilitazione istituzionale concreta, senza steccati ideologici”. La rettrice Maria Moreno ha ribadito il ruolo dell’ateneo come luogo di dialogo e sintesi tra le diverse realtà istituzionali. “Stiamo incontrando i rappresentanti politici del territorio – ha dichiarato – per promuovere un tavolo di confronto ampio e condiviso. L’università vuole essere uno spazio di ascolto e di proposta per affrontare insieme le sfide economiche, sociali e culturali delle nostre comunità”. Nel corso dell’incontro è stato inoltre sottolineato il ruolo strategico che l’Università del Sannio può svolgere come catalizzatore di sviluppo, dalla formazione al supporto alle imprese, fino alla collaborazione con Asl, Prefettura e sistema produttivo. “Occorre costruire una rete stabile – ha aggiunto Errico – capace di portare proposte concrete e dati solidi ai tavoli regionali e nazionali”. Infine, un passaggio sul possibile potenziamento delle discipline sanitarie. “Servono risorse, strutture adeguate e una reale rete formativa – ha concluso Errico – altrimenti si rischia di creare progetti senza basi solide, con ricadute negative sulla credibilità del territorio”.
di Mat. Lib.

