In un recente e significativo sviluppo nel settore energetico tunisino, Eni Tunisia ha firmato un accordo tripartito con il governo locale e la compagnia italo-tunisina Sitep per finanziare un’importante espansione nel campo petrolifero di El Borma. Questo storico giacimento, scoperto agli albori degli anni ’60, è stato uno dei pilastri della produzione di idrocarburi in Tunisia per decenni e, con questa nuova iniziativa, si prevede un ulteriore rafforzamento della sua output produttivo.
La firma dell’accordo è avvenuta nella capitale tunisina, con la presenza di figure di spicco come la ministra dell’Industria, delle Miniere e dell’Energia, Fatma Thabet Chiboub, Alberto Maliardi, Managing Director di Eni Tunisia, e Hazem Yahyaoui, amministratore delegato di Sitep. Anche se l’importo finanziario specifico non è stato divulgato, l’atto assume una rilevanza sostanziale, venendo inserito in un quadro più ampio di interventi pianificati per il periodo 2025-2030.
Il programma, definito dalla ministra Chiboub come “ambizioso”, prevede la perforazione di ben nove nuovi pozzi, una mossa indirizzata non solo al potenziamento della capacità estrattiva, ma anche al contenimento del deficit energetico tunisino. Un obiettivo non secondario per un paese che punta a una maggiore autosufficienza energetica e a una riduzione della dipendenza da importazioni di energia.
Il contesto finanziario dell’operazione è supportato da un fondo di sviluppo che prevede investimenti per complessivi 19 milioni di dollari nel solo anno 2025, come deciso dal comitato tecnico congiunto di Sitep, rappresentanti del ministero delle Finanze e della Direzione generale dei combustibili. Questi fondi sono destinati a coprire le spese di perforazione e sviluppo nell’immediato futuro.
El Borma, il cui nome risuona nei corridoi della storia petrolifera tunisina, continua a essere uno dei campi più produttivi e cruciali per l’economia del paese. La sua scoperta agli inizi degli anni ’60 segnò una svolta per l’industria energetica tunisina, fornendo una preziosa fonte di reddito e investimento per l’economia nazionale. Oltre mezzo secolo dopo, questo campo continua a rappresentare un’ancora di salvezza per il sostegno della produzione nazionale di idrocarburi.
L’impegno di Eni in Tunisia non si limita al solo campo di El Borma. La compagnia italiana ha una lunga storia di esplorazioni e sviluppi nel paese, marcando con la sua presenza la crescita del settore degli idrocarburi tunisino. L’approccio di Eni all’esplorazione e alla produzione in Tunisia è stato sempre caratterizzato da una profonda conoscenza del territorio e da un rispetto verso le località e le comunità coinvolte, un modello di operatività che ha permesso una collaborazione fruttuosa con le autorità locali e con la Sitep.
In conclusione, l’accordo per il campo di El Borma si configura come una pietra miliare nella strategia energetica tunisina, un tassello in più nel mosaico di iniziative volte a garantire la stabilità energetica del paese. Un segnale forte di come la cooperazione internazionale e l’investimento in tecnologie e metodi avanzati possano guidare verso un futuro energetico sicuro e sostenibile. Questa partnership segna un promettente inizio per i progetti che vedremo concretizzarsi nel prossimo quinquennio, con benefici attesi sia in termini economici che di sviluppo sostenibile.
