Il panorama politico campano si infiamma a seguito delle recenti dichiarazioni rilasciate dal gruppo cittadino di Fratelli d’Italia (FdI) a Napoli. Nel mirino degli esponenti del partito è finito il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a causa di una serie di manifesti su cui è ben visibile il logo della Regione. Marco Nonno, Luigi Rispoli e Giorgio Longobardi – rispettivamente coordinatore cittadino, vice coordinatore e consigliere comunale di Napoli per Fratelli d’Italia – hanno espresso forti perplessità sull’operato del presidente, accusandolo di utilizzare impropriamente fondi pubblici a fini di propaganda.
Con l’intento di portare avanti le loro accuse, FdI Napoli ha dato incarico all’avvocato Danila De Novellis di presentare un’esposto-denuncia alla Procura della Repubblica. Secondo i rappresentanti del partito, i manifesti non solo sfrutterebbero indebitamente il simbolo istituzionale, ma veicolerebbero anche informazioni considerate da FdI menzognere e tendenti a creare disinformazione contro l’attuale governo nazionale.
Le accuse si susseguono verso De Luca che viene anche criticato per la gestione della sanità regionale, con riferimento alla chiusura di ospedali e servizi di pronto soccorso. Le azioni legali che si profilano a carico del presidente della Giunta Regionale mirano a mettere sotto indagine diversi aspetti della sua condotta, che potrebbe configurarsi penalmente rilevante per diversi reati, tra cui peculato, falso ideologico, diffusione di notizie false e abuso della credulità popolare.
Gli esponenti di Fratelli d’Italia puntano il dito contro quello che definiscono uno “spettacolo vergognoso”, indicando De Luca come un uomo “allo sbando” e “abbandonato dal suo stesso partito”, e chiedono fermamente all’autorità giudiziaria di procedere con il sequestro probatorio degli atti deliberativi che hanno stabilito la stampa e l’affissione dei manifesti controversi, nonché il sequestro preventivo degli stessi.
A seguito di queste dichiarazioni, la situazione politica regionale entra in una fase di tensione e attesa, con occhi puntati sulle mosse dell’autorità giudiziaria e sulle possibili ripercussioni che queste accuse potrebbero avere sulla già complessa scena politica campana. Nel frattempo, il dibattito intorno alle responsabilità e alla legittimità dell’uso dei fondi pubblici per la comunicazione istituzionale continua a tenere banco tra i partiti e l’opinione pubblica.
