È stato dato il via ufficiale agli ambiziosi lavori di costruzione del primo tunnel sottomarino italiano e più grande d’Europa, con la cerimonia di demolizione di un capannone di 25 mila metri quadrati nel porto di San Benigno. Il tunnel subportuale di Genova non è solo un esempio di ingegneria d’eccellenza ma segna anche una svolta nella mobilità e nella qualità della vita urbana.
L’opera ha una lunghezza prevista di 3,5 chilometri e consentirà ai veicoli di viaggiare fino a 70 km/h, connettendo efficacemente l’asse ponente-levante della città. Le due gallerie principali, destinate a ciascuna direzione di marcia, saranno scavate con un diametro esterno di ben 16 metri. Il tunnel, che si estenderà ad una profondità massima di -45 metri sotto il livello del mare, promette di trasformare la circolazione veicolare nel tessuto urbano genovese.
Il progetto rappresenta la risposta alla tragica caduta del Ponte Morandi, fungendo da lavoro di compensazione inserito nell’accordo con il Ministero delle Infrastrutture, la Regione Liguria, il Comune e l’Autorità di sistema portuale. L’impegno economico è considerevole: previsto un miliardo di euro per la realizzazione, un aumento rispetto ai 700 milioni inizialmente preventivati a causa dei rincari delle materie prime.
Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, ha esaltato le qualità tecniche e di sicurezza dell’infrastruttura, nonché la rapidità del processo autorizzativo, completato in meno di un anno, simbolo della capacità di realizzare opere importanti nel rispetto dei tempi previsti.
Il tunnel subportuale non solo migliorerà la viabilità e la logistica ma avrà anche benefici in termini ambientali. Si stima un risparmio di più di 1 milione di ore di viaggio all’anno. A completamento del progetto, Genova vedrà la nascita di 10 ettari di nuovi parchi urbani con percorsi ciclopedonali, arricchendo il paesaggio cittadino e promuovendo uno stile di vita più sostenibile.
L’apertura al traffico del tunnel è attesa per agosto 2029, con la promessa di scrivere una nuova pagina nella storia delle infrastrutture italiane, dimostrando ancora una volta che l’Italia può essere all’avanguardia nella realizzazione di progetti ingegneristici e urbanistici di grande rilievo e di lungimiranza.
