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Gratteri e il referendum sulla giustizia: polemica e intervento del CSM

In ATTUALITA'
Febbraio 12, 2026
Il procuratore di Napoli parla di centri di potere e voti “facili” al sì, scoppia la reazione del centrodestra e il CSM apre una pratica disciplinare.

Il referendum confermativo sulla giustizia entra in clima di tensione dopo le dichiarazioni del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, che ha affermato come a votare “sì” possano essere anche “indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”.   Le parole di Gratteri hanno scatenato la reazione del centrodestra. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, si è detto “sconcertato”, aggiungendo con ironia che forse un esame psico-attitudinale per i magistrati sarebbe necessario anche “alla fine della carriera”.  Sul caso è intervenuto il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), che ha aperto una pratica e segnalato la vicenda alla Corte di Cassazione per valutare eventuali profili disciplinari.  In serata, Gratteri ha provato a ridimensionare le sue affermazioni, spiegando che il suo intervento era stato “strumentalizzato e parcellizzato”.  “Ho detto che a mio parere voteranno sì le persone a cui questo sistema conviene, ma non tutti quelli che votano sì sono appartenenti a centri di potere”, ha chiarito il procuratore.  La vicenda riaccende il dibattito sul delicato equilibrio tra ruolo della magistratura e libertà di espressione, proprio mentre l’Italia si prepara al voto su una riforma giudiziaria di grande impatto politico.

di Fausto Sacco