505 views 4 mins 0 comments

Grazie Francesco 

In IN EVIDENZA, OPINIONE
Luglio 01, 2026
Il punto della situazione di Domenico Salerno…..

Sono venuto a Santa Maria Maggiore a pregare sulla tua tomba, come avevi chiesto. Una preghiera cristiana nei contenuti e laica nel linguaggio. Sono venuto soprattutto per dirti grazie. Grazie perché hai saputo mettere in maniera eccezionale le parole ai pensieri che io, tanti cristiani e tanti cittadini di tutto il mondo avevano prospettato per realizzare una società più giusta, più umana, più solidale. La tua voce ci ha fatto riascoltare le parole di Gesù e di San Francesco in un tempo nel quale le voci si accavallano in una gara nella quale il vincitore è colui che grida più forte e con forza e veemenza cerca di annientare ogni possibile interlocutore. Nemmeno di fronte alla morte si fermano gli odi e gli odiatori. Hai detto: L’unica situazione in cui è lecito guardare una persona dall’alto in basso è per aiutarla ad alzarsi, riportando le parole della parabola del Buon Samaritano.   Hai considerato i poveri una ricchezza per l’umanità perché portatori di umanità.  Nella Enciclica “Fratelli tutti”, Papa Francesco ricorda un episodio della vita di San Francesco quando questi andò in visita al Sultano Malik-al Kamil in Egitto in un periodo storico caratterizzato dalle Crociate, eppure San Francesco vuole vivere desideroso di abbracciare tutti e incontra il Sultano “col medesimo atteggiamento che esigeva dai suoi discepoli: che, senza negare la propria identità, trovandosi tra i saraceni o altri infedeli, non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio”. Il Santo di Assisi non faceva la guerra imponendo dottrine, ma comunicava l’amore di Dio. Papa Francesco impartisce nell’Enciclica una particolare lezione di come vedere la convivenza tra gli uomini; Egli ricorda la figura del Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb con il quale si incontrò ad Abu Dhabi condividendone la visione secondo la quale: Dio ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro. Francesco conclude il suo pensiero affermando: Consegno questa Enciclica sociale come un umile apporto alla riflessione affinché, di fronte a diversi modi attuali di eliminare o ignorare gli altri, siamo in grado di reagire con un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale che non si limiti alle parole. Pur avendola scritta a partire dalle mie convinzioni cristiane, che mi animano e mi nutrono, ho cercato di farlo in modo che la riflessione si apra al dialogo con tutte le persone di buona volontà. Come tanti, ti ringrazio perché sei riuscito a scuotermi dal torpore del quotidiano. Una parte della già citata Enciclica “Fratelli Tutti” ha riguardato il perdono che per Francesco deve essere un perdono senza dimenticanze. Il suo pensiero ci propone che il perdono non implica il dimenticare. “Diciamo piuttosto che quando c’è qualcosa che in nessun modo può essere negato, relativizzato o dissimulato, tuttavia possiamo perdonare. Quando c’è qualcosa che per nessuna ragione dobbiamo permetterci di dimenticare, tuttavia, possiamo perdonare. Quanti perdonano davvero non dimenticano, ma rinunciano ad essere dominati dalla stessa forza distruttiva che ha fatto loro del male”.  Non manca nel pensiero di Francesco l’attenzione alla giustizia: “Neppure stiamo parlando di impunità. Ma la giustizia la si ricerca in modo adeguato solo per amore della giustizia stessa, per rispetto delle vittime, per prevenire nuovi crimini e in ordine a tutelare il bene comune, non come un presunto sfogo della propria ira”. Grazie Francesco.

di Domenico Salerno