Il carrello della spesa delle famiglie irpine continua a svuotarsi. A lanciare l’allarme è Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti Avellino, che commenta i dati Istat relativi ai consumi del mese di aprile, elaborati dall’associazione di categoria. Secondo le rilevazioni, rispetto al mese precedente le vendite al dettaglio mostrano una situazione sostanzialmente stabile in termini di valore, mentre registrano una flessione dello 0,3% in volume. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente evidenzia una lieve crescita nominale della spesa, ma conferma un andamento ancora negativo sul fronte delle quantità acquistate, anch’esse in calo dello 0,3%. A preoccupare maggiormente è il comparto alimentare, che fa segnare una contrazione dei volumi del 2,2% rispetto al 2025. Un dato che, secondo Confesercenti, testimonia le difficoltà sempre più marcate delle famiglie nel sostenere le spese quotidiane. “La ripresa dell’inflazione rende più esigua la quantità di merci presenti nel carrello della spesa – spiega Marinelli –. A fronte dell’aumento dei prezzi, i budget destinati ai consumi restano pressoché invariati, costringendo i consumatori a stringere la cinghia ed eliminare alcuni prodotti dalla lista degli acquisti”. La pressione sui bilanci familiari, dunque, non si è ancora attenuata, nonostante un quadro generale del mercato che appare meno critico rispetto al passato. Persistono tuttavia elementi di forte incertezza, soprattutto in alcuni comparti come quello energetico, ancora influenzato dalle tensioni geopolitiche internazionali e da dinamiche speculative. Le conseguenze di questo scenario si riflettono in maniera particolare sui negozi di vicinato, che avvertono con maggiore intensità le difficoltà economiche. La grande distribuzione riesce a mantenere una certa tenuta, pur registrando un calo dei volumi rispetto allo scorso anno. Di segno opposto, invece, l’andamento del commercio elettronico, che continua la sua fase espansiva: ad aprile le vendite online crescono dell’8,7% in volume rispetto allo stesso mese del 2025, mentre nei primi quattro mesi dell’anno l’incremento raggiunge il 9%. Tra i comparti merceologici che mostrano segnali positivi spiccano i prodotti farmaceutici, in aumento del 5,2%, un dato influenzato anche dal generale rialzo dei prezzi. Seguono i prodotti per la cura della persona e la profumeria, insieme al settore dell’arredamento, entrambi in crescita del 3,4%. In aumento anche telefonia e informatica, che registrano un incremento del 2,9%. “In uno scenario di grande incertezza – conclude Marinelli – garantire equilibrio e concorrenza leale tra le diverse forme distributive diventa prioritario per la tenuta dell’intero sistema economico”. Un appello che richiama l’attenzione sulle difficoltà delle famiglie irpine e sulla necessità di individuare misure in grado di sostenere i consumi e tutelare il tessuto commerciale locale.
di Marco Iandolo

