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Il Coni avverte: Senza impianti adeguati, a rischio i successi dello sport italiano

In SPORT
Marzo 14, 2024

Un chiaro segnale d’allarme risuona nei corridoi dello sport italiano, lanciato da Giovanni Malagò, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni). Nel corso di una conferenza stampa tenuta dopo la riunione della Giunta del Coni nel Centro di preparazione olimpica di Formia, Malagò ha sottolineato il paradosso che sta vivendo l’Italia: risultati sportivi di rilievo internazionale a fronte di un declino preoccupante delle infrastrutture sportive. Un binomio, secondo il presidente, insostenibile nel lungo termine.

“La parte sportiva riguarda noi e le federazioni, quella dell’impiantistica lo Stato”, ha precisato Malagò, marcando una netta distinzione di responsabilità e evitando di personalizzare le colpe. Tuttavia, le sue parole non lasciano spazio a malintesi: l’attuale stato degli impianti sportivi in Italia non soddisfa le necessità degli atleti e potrebbe presto rappresentare un freno ai loro successi.

La critica principale si concentra sulla mancanza di un piano di rinnovamento infrastrutturale, un “piano Marshall” come lo ha definito il presidente del Coni, che dovrebbe interessare non soltanto gli stadi di calcio, ma una vasta gamma di impianti sportivi su tutto il territorio nazionale. Stando a Malagò, le associazioni sportive dilettantistiche (asd) e le palestre trovano grandi difficoltà a operare adeguatamente per la carenza o vetustà delle strutture presenti.

Nel corso della stessa conferenza, il presidente del Coni ha manifestato speranza verso l’azione del governo in carica, esprimendo la convinzione che l’importanza della questione sia stata pienamente compresa. Un incontro, avvenuto nella stessa mattinata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con i ministri preposti, è stato dedicato a fare il punto sia sui Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 sia sui Giochi del Mediterraneo, testimoniando la concretezza e la volontà di rendere questi appuntamenti ricorrenti, al fine di monitorare e assicurare progressi tangibili.

Per un paese la cui storia sportiva è costellata di trionfi e medaglie, le parole di Giovanni Malagò inducono a un riflessivo scacco matto: senza un investimento robusto e strategico nelle infrastrutture sportive, i risultati tanto celebrati potrebbero presto appartenere solamente al passato. L’auspicio è che lo spirito olimpico di crescita e miglioramento si estenda non solo sul piano atletico, ma anche su quello della progettualità infrastrutturale, terreno fertile da dove nuovi talenti e successi possono germogliare.