Il panorama politico in Basilicata si anima di tensioni e inaspettate svolte in vista delle prossime elezioni regionali previste per il 21 e 22 aprile. Al centro della controversia, ci sono l’esclusione del partito Azione dalla coalizione di centrosinistra e le dichiarazioni sfavillanti del leader Carlo Calenda, che non esita a prendere posizione in un contesto politico sempre più frammentato.
Nei giorni scorsi, il centrosinistra ha ufficializzato il sostegno a Domenico Lacerenza come candidato governatore, decisione sostenuta da Pd, M5S, Avs, +Europa e consona alla volontà di Basilicata Casa Comune. Tuttavia, l’esclusione del partito Azione, che alle ultime elezioni politiche ha raccolto una quota significativa di consensi (circa il 10% in Basilicata), ha seminato malcontento e sorpresa sia tra gli esponenti del partito stesso sia tra l’opinione pubblica lucana.
Calenda, in un’intervista radiofonica a RadioinBlu2000, ha espresso il proprio disappunto per una scelta comunicata dalla segretaria del partito senza alcun preavviso, nonostante i tentativi di dialogo fino all’ultimo momento. Il disarcionamento di Azione è stato interpretato come un affronto, una mancanza di rispetto per la volontà elettorale di una porzione non trascurabile dell’elettorato.
D’altra parte, Matteo Richetti, capogruppo di Azione-Per-Renew Europe alla Camera, non fa mistero del suo disappunto. Nel corso del suo intervento alla trasmissione televisiva “L’Aria che tira”, Richetti ha denunciato l’assenza di concertazione nelle decisioni, mettendo in luce un M5S che sembra dettare l’agenda del centrosinistra guidato da Giuseppe Conte.
Di fronte a tale esclusione, Azione si trova ora a un bivio strategico: mantenere un’impronta centrista e europeista, oppure aprire a nuovi scenari di alleanza con il centrodestra. Infatti, il nome di Vito Bardi, esponente di Forza Italia e attuale Governatore della Basilicata, viene indicato da Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, come possibile destinatario del sostegno di Calenda, qualora si riconosca nel programma del centrodestra, definito una “stella polare nel rapporto di lealtà che ci lega agli elettori”.
Il dibattito interno al partito è acceso, con Calenda che si è recato in Basilicata per riunire i propri sostenitori e decidere il corso d’azione più appropriato. La questione non si limita soltanto a una valutazione di opportunità politica, ma tocca i principi stessi dell’agire democratico e del rispetto reciproco all’interno delle coalizioni, una dinamica che avrà sicuramente ripercussioni sull’esito delle prossime elezioni e sul futuro assetto politico della regione.
