Sta prendendo forma il nuovo decreto Fer X, l’ultima iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica per supportare lo sviluppo sostenibile in Italia. Il meccanismo di incentivazione si pone in continuità con il precedente Fer 1 e ha l’ambizioso obiettivo di promuovere oltre 67 GW di capacità rinnovabile nel prossimo quinquennio. Così ha annunciato il ministro Gilberto Pichetto, delineando i contorni del piano in una recente audizione presso la Commissione Ambiente della Camera.
Il Fer X è progettato per agevolare la realizzazione di impianti eolici, fotovoltaici, idroelettrici e da gas di depurazione, con un occhio di riguardo anche alla rimozione dell’amianto nei casi di installazioni fotovoltaiche. Il fine è quello di rilanciare la produzione energetica da fonti rinnovabili, catergorie considerate vicine alla soglia di competitività di mercato grazie ai ridotti costi operativi.
Il ministro ha chiarito che il nuovo schema prevederà un accesso diretto agli incentivi per gli impianti di potenza fino a 1 MW, mentre per quelli con potenza superiore si adotteranno procedure competitive. Le dinamiche alla base dell’accesso agli incentivi così differenziate intendono favorire un equilibrato sviluppo del settore, sostenendo le piccole realtà, ma anche sottolineando l’importanza della competitività per le unità di maggiore dimensione.
Al contempo, si prevede che il Fer X opererà in parallelo con l’imminente Fer 2, attualmente in fase di valutazione presso la Commissione Europea. Quest’ultimo programma avrà l’incarico di promuovere tecnologie rinnovabili meno competitive e con costi operativi più elevati, segnalando un interesse per una diversità tecnologica che includa opzioni come l’eolico offshore, innovativi impianti geotermici, biomasse e biogas, per un totale di oltre 4,5 GW.
L’annuncio del ministro Pichetto è un segnale forte della volontà politica di spingere l’Italia nella direzione di una transizione energetica che sia al tempo stesso sostenibile e competitiva. Gli incentivi legati al Fer X e Fer 2 sono chiamati a giocare un ruolo chiave in questo contesto, favorendo l’innovazione e l’integrazione delle rinnovabili nel mix energetico nazionale e facendo leva su una prospettiva di medio termine.
Gli occhi del settore sono quindi puntati all’adozione definitiva del decreto e ai suoi effetti pratici, con la speranza che rappresenti un ulteriore passo avanti verso la riduzione dell’impronta carbonica dell’Italia e l’assicurazione di un futuro energetico più pulito e resiliente.
