1048 views 5 mins 0 comments

Il gioco si fa duro.

In OPINIONE
Settembre 10, 2024
Il punto della situazione di Domenico Salerno…..

La vicenda dell’ex Ministro Sangiuliano obbliga ad alcune considerazioni sull’attualità politica. Pur in mancanza di fattispecie di reato imputabili al Ministro, i comportamenti sono stati obbiettivamente motivi per le dimissioni.  Non si possono confondere a quei livelli di responsabilità, vita personale e obblighi pubblici; le istituzioni devono essere sempre garantite e lasciate scevre da ogni possibilità di condizionamento, soprattutto morale.  Accertato che le dimissioni erano inevitabili, tenendosi completamente lontani dalle chiacchiere e dalle pure maldicenze, restano i nodi politici.  Il Governo Meloni sta operando bene, più che bene e ciò acuisce il corrivo degli oppositori. “Basta con i bonus a pioggia” ha affermato la Presidente del Consiglio, sintetizzando in questo modo la possibilità della fine di una stagione di populismo, cattiva gestione della cosa pubblica, inadeguatezza della classe di governo, e ci riferiamo ai 5stelle con la loro violenza verbale e iniziative fallimentari.  Il Pil italiano cresce in misura maggiore rispetto alla media europea, e l’Italia è diventato il quarto paese al mondo nella classifica degli esportatori. Non solo turismo ma anche attività produttive italiane che piacciono all’estero e stabilità politica che rende il nostro Paese gradito agli investimenti internazionali, con il Sud, finalmente, trascinatore nel campo del miglioramento dell’economia, anche grazie alla razionalizzazione della Zes unica..  E proprio al Sud e grazie al Governo Meloni che sono arrivati investimenti indiani con Titagarth nel casertano per l’industria ferroviaria, i giapponesi di NttData a Cosenza per l’innovazione tecnologica, gli americani di Baker Ughes leader nell’energia in Calabria, sempre americani quelli della Phipip Morris si insedieranno a Marcianise in provincia di Caserta. Ancora Novartis potenzia l’investimento a Torre Annunziata nel farmaceutico e i francesi di Engie per i parchi fotovoltaici in Sicilia, i lituani della SoliTek produrranno pannelli solari nel Cilento, gli americani di Century 21 investono nel campo immobiliare al Sud e in Sicilia.  Questo con buona pace dei detrattori del Ministro Urso che invece si sta dimostrando un ottimo ministro, e anche Sangiuliano è stato un ottimo ministro. Lo affermano in tanti e lo conferma Bruno Vespa dalle pagine de “Il Mattino” del 7 settembre, affermando che “il ministro è un bravo professionista e una persona per bene e ci si domanda a chi dava fastidio Sangiuliano.  Vespa continua affermando che” nei trent’anni della Seconda Repubblica un solo ministero è stato sempre controllato dalla sinistra anche durante i governi Berlusconi: la cultura.  Questo ha consentito l’accumularsi di clientele impressionanti.  Registi importanti hanno percepito compensi fino 2,5 milioni di euro totalmente a carico dello Stato con il credito d’imposta, venti film con un incasso medio di duemila euro a pellicola hanno avuto contributi complessivi di undici milioni e mezzo. Poi ci sono casi paradossali di film che hanno avuto 29 spettatori e un contributo di 700.000 euro. Smontare un apparato del genere, come ha fatto Sangiuliano, porta qualche conseguenza.  Come la decisione di far lavorare il personale dei musei nelle festività più importanti”.   Vespa adombra ad una regia dietro le attività che hanno spinto alle dimissioni il Ministro.  E’ vero anche che tra i ministri dell’attuale governo, Sangiuliano è sembrato sempre il più vulnerabile perché è una persona per bene senza l’attrezzatura necessaria a contrastare gli sciacalli che gli volavano intorno. La prova è la pena che ha suscitato con l’intervista a Rai1, dove ha dovuto barattare la propria dignità nel tentativo di salvare qualcosa già insalvabile.  Quando il gioco è duro a quei livelli ci voglio personaggi attrezzati a combattere con tutti i mezzi, e Sangiuliano non aveva la statura, in tutti i sensi, del collega Ministro Crosetto che ha affrontato la banda di magistrati che gli stava preparando un’imboscata e che hanno dovuto cambiare obbiettivo e colpire il Presidente della regione Liguria.  L’autunno politico si preannuncia caldo, e a sinistra l’avevano detto chiaramente alla Meloni.  Vincerà chi non ha scheletri nell’armadio e saprà gestire la comunicazione nel modo migliore, speriamo però che a soccombere non siano gli italiani.

di Domenico Salerno