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Il Pranzo di Pasqua di Meloni con le Truppe Italiane in Libano

In POLITICA
Marzo 28, 2024

In un clima che si discosta dai canonici incontri istituzionali, la Premier Giorgia Meloni ha condiviso un momento di fraterna informalità con i militari italiani stanziati nella base di Shamaa, nel sud del Libano. La visita, avvenuta in prossimità delle festività pasquali, ha permesso alla presidente del Consiglio di vivere il quotidiano dei contingenti italiani impegnati nelle missioni Onu Unifil e bilaterale Mibil.

Dopo i saluti ufficiali e il discorso di rito, dove non sono mancate parole di stima e sostegno alle truppe lontane dalla patria, la Meloni ha preso posto in mensa per il pranzo insieme ai militari. È stato un momento di condivisione che ha permesso di discostarsi, almeno temporaneamente, dalle solite dinamiche gerarchiche e di rendere omaggio allo spirito di squadra che anima le forze armate.

Tra le varie attività, l’attenzione è stata catturata da una partita a calciobalilla in cui la premier non ha esitato a mettersi in gioco, sfidando i militari in un contesto ludico ed espressione di quella vicinanza umana che supera i ranghi. Questi momenti hanno contribuito a stemperare l’atmosfera, dando vita a scambi amichevoli e a fotografie già destinate a riempire gli album dei ricordi delle truppe.

Riprendendo poi le tradizioni pasquali, Giorgia Meloni ha fracassato con un pugno un uovo di cioccolato avvolto nei colori della bandiera italiana, simbolo di condivisione ma anche di speranza e rinnovamento, temi cari alla festività che si stava celebrando.

La visita si è quindi conclusa tra il sorriso dei soldati, testimoniato dalle rose ricevute e dai numerosi selfie, e l’affetto tangibile delle soldatesse e dello staff della cucina dell’Esercito, con cui la premier non ha esitato a immortalarsi.

Concludendo, l’evento non è stato solo un omaggio formale alle truppe italiane all’estero, ma anche l’occasione per la Meloni di mostrare un lato più umano e vicino ai cittadini in divisa, enfatizzando il rapporto diretto e sincero che ogni leader dovrebbe aspirare a costruire con chi serve il paese anche lontano dai confini nazionali.