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Ilaria Salis condannata a risarcire oltre 300 mila euro a due ex collaboratori

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Luglio 23, 2026
Il Tribunale del Lavoro di Milano giudica illegittimo il recesso anticipato dei contratti. L'europarlamentare di Avs, rimasta contumace nel procedimento, annuncia ricorso in appello.

Il Tribunale del Lavoro di Milano ha condannato l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, a risarcire con una somma complessiva di poco superiore ai 300 mila euro due ex collaboratori, dopo aver ritenuto illegittimo il recesso anticipato dei loro contratti di lavoro.  La decisione è stata assunta dal giudice Franco Caroleo, che ha accolto il ricorso presentato dai due ex assistenti, assistiti dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto. La sentenza, depositata il 10 marzo, è stata successivamente pubblicata, in forma anonimizzata, su una rivista giuridica.

Il nodo della giusta causa

Secondo quanto emerge dalle motivazioni del provvedimento, spettava alla datrice di lavoro dimostrare l’esistenza di una giusta causa che giustificasse l’interruzione anticipata dei rapporti contrattuali. Un onere probatorio che, secondo il Tribunale, non è stato assolto.  Nella sentenza il giudice sottolinea infatti che Salis è rimasta contumace nel procedimento, non costituendosi in giudizio, e che, di conseguenza, non ha fornito elementi utili a dimostrare la legittimità del recesso. I due collaboratori avevano contratti con scadenza fissata al 2029, ma il rapporto di lavoro è stato interrotto anticipatamente nel 2025.

La replica di Salis

L’europarlamentare ha contestato la decisione del Tribunale, sostenendo di non aver ricevuto regolarmente la notifica degli atti del procedimento e annunciando di aver già presentato appello contro la sentenza. Secondo la ricostruzione fornita dalla parlamentare europea, la cessazione dei rapporti di collaborazione sarebbe stata motivata dalla necessità di garantire una gestione corretta del proprio ufficio parlamentare e delle risorse pubbliche destinate agli assistenti.

La vicenda resta aperta

La condanna emessa dal Tribunale di Milano rappresenta una sentenza di primo grado e non è quindi definitiva. Sarà la Corte d’Appello a riesaminare il caso e a stabilire se confermare o modificare la decisione del giudice del lavoro.  Nel frattempo, la vicenda aggiunge un nuovo capitolo al percorso giudiziario e politico di Ilaria Salis, destinato a rimanere al centro del dibattito pubblico anche nei prossimi mesi.

di Fausto Sacco