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Investimenti Idrici in Italia Crescono ma Restano Sotto la Media Europea

In ECONOMIA
Marzo 21, 2024

L’Italia ha compiuto notevoli passi avanti nel rafforzare gli investimenti nel settore idrico, raggiungendo la cifra di 64 euro annui per abitante nel 2022, segnando un incremento quasi raddoppiato rispetto ai 33 euro del 2012. Questi dati emergono in concomitanza con la vigilia della Giornata mondiale dell’acqua, evidenziando una crescita costante a seguito dell’introduzione della regolazione da parte dell’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera), avvenuta proprio quell’anno.

Nonostante il progresso significativo, l’Italia resta ancora indietro rispetto alla media degli investimenti in questo ambito degli altri Paesi dell’Unione Europea, che si attestano a 82 euro per abitante negli ultimi cinque anni. Questa lacuna riflette una sfida ancora aperta per il nostro Paese, soprattutto nella gestione delle risorse idriche e nella necessità di modernizzazione e manutenzione delle infrastrutture idriche.

Il Blue Book 2024, promosso da Utilitalia e realizzato dalla Fondazione Utilitatis, getta luce sul divario che persiste tra le gestioni industriali del servizio idrico integrato e quelle comunali ‘in economia’. Particolarmente critica appare la situazione nel Meridione d’Italia, dove gli investimenti medi si fermano a 11 euro per abitante. In questa area, circa l’80% dei 1.465 Comuni in cui si adotta la gestione ‘in economia’ di almeno uno dei servizi idrici, interessa una popolazione di circa 7,6 milioni di persone, mostrando la necessità di un’attenzione rinnovata e vigile per colmare il gap.

Complessivamente, la filiera idrica estesa contribuisce in modo sostanziale all’economia nazionale, con un impatto pari al 19% del Pil italiano e un incremento dell’8,7% rispetto al 2021, raggiungendo i 367,5 miliardi di euro. Ulteriori analisi nel Libro Bianco 2024 di The European House – Ambrosetti, confermano che oltre 341 miliardi di euro, con un aumento del 9,1% rispetto al 2021, sono direttamente influenzati dall’acqua nei settori agricolo, industriale ed energetico, delineando il ruolo cruciale che l’acqua gioca come risorsa strategica per lo sviluppo.

L’auspicio è che i dati emergenti fungano da stimolo per ulteriori investimenti e politiche volte a ridurre il gap non solo tra Italia e altri Paesi europei, ma anche all’interno del territorio nazionale. Sono necessarie misure urgenti per garantire un accesso sicuro e sostenibile alla risorsa idrica, fondamentale per il benessere delle comunità e l’avanzamento dell’economia del Paese.