
Il settore vitivinicolo campano mostra segnali concreti di ripresa e si prepara a presentarsi a Vinitaly 2026 con numeri in crescita e una rinnovata centralità dei territori di Irpinia e Sannio. Nel 2025 la regione conta 24.756 ettari vitati e una produzione di oltre 2,2 milioni di quintali di uva da vino, con un incremento del +9,6% rispetto all’anno precedente, in netta controtendenza rispetto al calo registrato a livello nazionale. A guidare il comparto sono ancora una volta le due aree a più alta vocazione produttiva: il Sannio, che concentra il 42,6% delle superfici vitate regionali e quasi la metà della produzione, e l’Irpinia, con il 24,7% delle superfici e il 19,3% della produzione, ma con una forte specializzazione nelle produzioni di qualità e nelle denominazioni d’origine. Sul fronte qualitativo, le produzioni DOP rappresentano circa il 20% del totale regionale, ma raggiungono livelli decisamente più elevati nei due territori: 31% in Irpinia e 21% nel Sannio, contribuendo complessivamente all’85% della produzione DOP campana. Un sistema produttivo che si distingue anche per la forte identità varietale: in Irpinia prevalgono i vini bianchi, trainati da eccellenze come Fiano di Avellino e Greco di Tufo, mentre nel Sannio si consolida il ruolo della Falanghina. Il comparto conta inoltre quasi 300 aziende imbottigliatrici tra le due province, con una produzione complessiva di circa 30 milioni di bottiglie di vino certificato. Significativo anche il peso della filiera agricola e produttiva: in provincia di Benevento si registrano oltre 2.000 imprese vitivinicole, mentre in quella di Avellino il settore mantiene una forte incidenza e una chiara vocazione qualitativa. Più complesso il quadro sui mercati internazionali. Nel 2025 l’export del vino italiano registra un calo del 3,7%, scendendo sotto gli 8 miliardi di euro. Anche Irpinia e Sannio segnano una lieve flessione: Avellino si attesta a 21,5 milioni di euro (-6,4%) e Benevento a 6,2 milioni (-3,2%). In calo soprattutto il mercato statunitense, mentre emergono nuove opportunità in Paesi Bassi, Spagna, Brasile e Nord Europa. “In un contesto internazionale più complesso il sistema vitivinicolo dimostra capacità di tenuta e adattamento – sottolinea il commissario della Camera di Commercio Irpinia Sannio, Girolamo Pettrone –. La sfida è rafforzare il posizionamento qualitativo e investire sull’identità territoriale, ampliando i mercati di riferimento”. In vista di Vinitaly 2026, la Camera di Commercio Irpinia Sannio guiderà una collettiva di 101 espositori, con 99 aziende vitivinicole e i due consorzi di tutela. L’obiettivo è consolidare il ruolo dei due territori come poli strategici del vino campano, capaci di coniugare tradizione, qualità e innovazione.
di Fausto Sacco

