Non solo prodotti, ma storie, territori e lavoro. È questo il filo conduttore della partecipazione di Coldiretti Avellino a Irpinia Mood 2026, la manifestazione che mette al centro la cucina e le eccellenze agroalimentari irpine. Gli chef coinvolti nell’evento potranno utilizzare nelle loro preparazioni una selezione di materie prime provenienti dalle aziende agricole della provincia: formaggi e salumi, carni, ortaggi, tartufi, nocciole e castagne, olio extravergine di oliva e altre produzioni rappresentative della biodiversità dell’Irpinia. Ma il progetto va oltre la semplice fornitura dei prodotti. Coldiretti ha infatti organizzato una serie di tour esperienziali nelle aziende agricole, con l’obiettivo di far incontrare direttamente chef e produttori e mostrare i luoghi e i processi da cui nascono le materie prime utilizzate in cucina. Tra le realtà coinvolte figurano aziende e cooperative impegnate nella produzione del Pecorino Carmasciano e del Pecorino Bagnolese, nella valorizzazione della Cipolla Ramata di Montoro, nella produzione di tartufi, caciocavalli, salumi, olio, castagne, nocciole e birra artigianale di filiera agricola. Il primo appuntamento è fissato per venerdì 28 agosto a Calitri, dove gli chef visiteranno il Caseificio D&D e le grotte del paese. Il percorso permetterà di conoscere diverse produzioni locali, dal Pane delle Femmine agli oli, dai salumi al vino e alla birra artigianale. Domenica 30 agosto il tour si sposterà nell’Alta Irpinia, con una visita alla Mefite e successivamente al caseificio aziendale e all’allevamento di Forgione Salvatore, realtà biologica che da quattro generazioni porta avanti la produzione del Pecorino di Carmasciano. La giornata si concluderà a Guardia Lombardi, in occasione della Festa dell’Agricoltura. Lunedì 31 agosto, infine, sarà protagonista il territorio di Montoro, con la visita a GB Agricola. Qui gli chef entreranno direttamente nell’orto per raccogliere le verdure disponibili e trasformarle in cucina. “Vogliamo che dietro ogni prodotto utilizzato dagli chef siano riconoscibili un produttore, un’azienda e un territorio”, sottolinea la direttrice di Coldiretti Avellino Maria Tortoriello, evidenziando il ruolo degli agricoltori nella tutela della biodiversità, delle tradizioni e delle aree interne. Sulla stessa linea la presidente Veronica Barbati, che sottolinea l’importanza del dialogo diretto tra agricoltori e chef: “Incontrare chi produce, conoscere i processi e comprendere il legame con il territorio permette di rafforzare la riconoscibilità di un’identità del cibo irpino”. La collaborazione con Irpinia Mood guarda anche al tema scelto per questa edizione, “Intolleranti”, dedicato a una cucina sempre più attenta alle esigenze alimentari. Gli chef saranno chiamati a realizzare piatti capaci di rinunciare ad almeno uno dei cinque principali allergeni: glutine, lattosio, uova, arachidi e frutta a guscio. “Gli chef saranno anche ambasciatori del territorio”, spiega Alessandro Graziano di Irpinia Mood Lab, sottolineando come qualità, tracciabilità e sicurezza siano diventate elementi centrali nel rapporto tra agricoltura e ristorazione. Un percorso, dunque, dal campo al piatto, nel quale la cucina diventa anche strumento per raccontare l’Irpinia, le sue produzioni e soprattutto le persone che ogni giorno continuano a coltivarne e custodirne l’identità.
di Mat. Lib.

