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La Baronia laboratorio di futuro: architetti, geologi e istituzioni a confronto a Vallesaccarda

In APPUNTAMENTI, AVELLINO, CAMPANIA
Marzo 04, 2026
Il 6 marzo il convegno conclusivo del workshop internazionale dedicato al Parco “Boschi, Sorgenti e Geositi”: strategie e strumenti per lo sviluppo delle aree interne.

Vallesaccarda al centro del dibattito sul futuro delle aree interne. Nel cuore dell’Irpinia si è svolto il workshop internazionale “La Baronia”, un percorso di studio e progettazione che ha assunto il territorio come laboratorio di innovazione e piattaforma di confronto tra saperi e istituzioni. L’iniziativa, promossa dall’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Avellino insieme all’Ordine dei Geologi della Campania, al Comune di Vallesaccarda e all’École nationale supérieure d’architecture de Versailles, ha messo al centro l’analisi del Parco Urbano Intercomunale Boschi, Sorgenti e Geositi della Baronia. Un’area letta non solo come patrimonio naturale, ma come infrastruttura ecologica e culturale capace di generare nuove economie e nuove forme di abitabilità. Attraverso il laboratorio “Territoires du Commun”, il paesaggio è stato indagato come sistema di acque, dorsali appenniniche, aree agricole e geositi, con l’obiettivo di tradurre conoscenza e ricerca in strumenti operativi per il governo del rischio, la valorizzazione ambientale e la riattivazione dei margini. Il percorso si concluderà venerdì 6 marzo 2026 alle ore 10.00, presso il Centro Sociale Intercomunale di Vallesaccarda, con il convegno pubblico “La Baronia: tra strategie territoriali e prospettive di sviluppo”. Un momento di sintesi e confronto aperto alla comunità, in cui saranno presentati gli esiti del workshop e discusse le prospettive di crescita dell’area.  “Con “La Baronia – Vallesaccarda” riaffermiamo il ruolo civile dell’architettura”, ha dichiarato il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Avellino, Vincenzo De Maio. “Non solo pratica edificatoria, ma costruzione di visioni condivise e capacità di trasformare le geografie profonde in progetto”. Un segnale chiaro: le aree interne non come territori marginali, ma come spazi di sperimentazione e innovazione, dove paesaggio, competenze e istituzioni possono costruire insieme una nuova stagione di sviluppo.

di Mat. Lib.