Dicembre ha portato una ventata di sollievo per le famiglie italiane, con un’apprezzabile riduzione delle bollette del gas. Tuttavia, l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) avverte che questo periodo di tregua potrebbe essere effimero. Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’UNC, sottolinea che il calo registrato è purtroppo destinato a essere un breve intermezzo favolistico, in quanto il mercato tutelato del gas, che ha garantito alle famiglie un po’ di respiro dal continuo aumento del costo della vita, è impostato a cessare tra soli sette giorni.
Il mercato tutelato, con i suoi prezzi aggiornati mensilmente in base ai costi effettivi e il cambio dell’indice di riferimento, ha permesso ribassi considerevolmente più significativi rispetto al mercato libero. Questi cambiamenti regolamentati da Arera hanno infatti svolto un ruolo vitale nel contenere l’onere finanziario per i consumatori.
L’analisi dell’UNC evidenzia un possibile scenario futuro alquanto preoccupante. Con la scadenza dello sconto IVA fissata al 5% al 31 dicembre, e in assenza di un intervento governativo per il suo rinnovo, le famiglie italiane potrebbero trovarsi ad affrontare un aumento sostanziale delle spese domestiche. Si tratta di un “aumento tassa” che si tradurrebbe in un aggravio di circa 168 euro annui, cifra che salirebbe fino a 213 euro se si considerano anche il probabile ripristino degli oneri di sistema attualmente azzerati.
Anche se i recenti dati di dicembre indicano una diminuzione del 6,7% rispetto a novembre 2023, con un risparmio di quasi 98 euro all’anno per una famiglia tipo in regime di tutela, l’UNC ricorda che questo calo non va interpretato come un ritorno a una normalità economica, soprattutto nel contesto di un confronto con le tariffe pre-crisi. Infatti, rispetto a dicembre 2020, il costo del gas riflette ancora un rialzo “astronomico” del 45,8%. Questo significa che, nonostante la lieve contrazione del prezzo, rispetto al 2020 le famiglie italiane pagheranno oltre 394 euro in più, con un incremento del 40,4%.
La situazione attuale è dunque un crocevia critico per la politica energetica del paese e per il benessere economico delle famiglie italiane. L’appello dell’UNC è chiaro: servono misure immediate e strutturali per evitare che il peso delle spese energetiche diventi insostenibile per una vasta porzione della popolazione, specialmente in un periodo di transizione energetica e incertezza economica globale. Nel frattempo, con le ultime fiammelle del mercato tutelato che si stanno per spegnere, si attendono decisioni urgenti da parte del Governo per non lasciare gli italiani al freddo.
