717 views 6 mins 0 comments

La D.C. di Rotondi: un cespuglio, ma fiorirà

In IN EVIDENZA, OPINIONE
Ottobre 05, 2026
Da Saint-Vincent il confronto sul futuro del centrodestra e sull’eredità della Democrazia Cristiana: tra governabilità, valori cristiani e costruzione di un moderno “Partito italiano”.

Si è concluso domenica 4 ottobre l’annuale Convegno nella cittadina di Saint Vincent organizzato dall’On. Gianfranco Rotondi e da “La Discussione” che vede riuniti esponenti della D.C. di Rotondi ed importanti politici prevalentemente dell’area di centro-destra.  Il Convegno ha una lunga ed illustre tradizione in quanto ideato e realizzato da uno degli esponenti più prestigiosi della Democrazia Cristiana: Carlo Donat-Cattin, capo della corrente “Forze Nuove”, ex ministro del Lavoro, anzi Ministro dei lavoratori come preferiva  essere ricordato e voce rilevante della sinistra sociale nel partito della Democrazia Cristiana, A Donat-Cattin si deve lo Statuto dei Lavoratori, tra l’altro, ed il Convegno annuale a Saint Vincent era un’occasione unica di poter parlare di politica vera che si sarebbe trasformata in attività governative, leggi, progetti pubblici. L’imminenza delle elezioni politiche si è appalesata e molti relatori hanno affrontato argomenti in vista della tornata elettorale. Giustamente è stato fatto rilevare che l’eliminazione dalla nuova legge elettorale, che la prossima settimana sarà approvata dal Parlamento, della cosiddetta norma taglia cespugli può avere importanti ripercussioni sia sul risultato che nelle alleanze. La norma non confermata consente anche ai partiti minori e minimi, ma apparentati nella indicazione del leader proposto come futuro capo della coalizione, di contribuire con i loro voti al raggiungimento del quorum del 42% che fa scattare una quota di parlamentari che stabilizza la maggioranza eletta, ai fini della governabilità della legislazione. I voti destinati ai partiti con minore rappresentanza non saranno voti inutili, ma voti con pari dignità rispetto a quelli ottenuti dai maggiori partiti. Con il caratteristico garbo e rispetto anche dialettico, gli intervenuti, ed in particolare i Ministri Piantedosi, Crosetto, Foti, Pichetto-Fratin hanno esposto con chiarezza e determinazione quanto il governo Meloni è riuscito a realizzare in questi anni caratterizzati da una crisi globale e con tanti spezzoni di guerre che oltre a causare morte e distruzione, minano l’economia mondiale partendo dalle fonti di energia. Certamente esistono sacche di bisogni in Italia che sono ancora da normalizzare, ma sono tanti gli indici positivi che il governo Meloni può vantare di avere conseguito. Ed è proprio sulle cose buone fatte che gli intervenuti coralmente consigliano di esprimersi in campagna elettorale. Il Convegno di Saint Vincent quest’anno era incentrato sulla presentazione dell’ultimo libro di Gianfranco Rotondi dal titolo “Il Partito italiano dalla D.C. a Berlusconi a Meloni, che raccoglie suoi scritti a partire dal 1980 rappresentano la storia del Paese elaborata da un protagonista e soprattutto il lungo viaggio, non ancora concluso, del partito della Democrazia Cristiana che può portare alla realizzazione del Partito italiano, moderno strumento di elaborazione politica che parte dai valori degli illustri statisti che hanno realizzato la ricostruzione del Paese dalle macerie non solo materiali causate dal fascismo.  E’ appunto sul percorso che questa area di centro, cristiana, democratica, antifascista, vicina ai lavoratori, agli agricoltori, ai commercianti e piccoli artigiani e imprenditori che si sono incentrati gli interventi dei relatori. La Democrazia Cristiana che ha suggerito il percorso prima di tutto di allargamento ad altri partiti della cosiddetta area costituzionale era di per sé il partito Italiano, inserito nel tessuto connettivo della società costituendone parte integrante. La D.C. non ha avuto timore di allargare l’area democratica anche e discapito della propria rappresentanza elettorale in vista della costruzione di un Paese che avesse un ventaglio esteso di partiti democratici per la costruzione di una società equilibrata nella quale soprattutto le minoranze ed i meno fortunati economicamente avessero voce e diventassero elementi fondamentali della gestione del bene comune. La Presidente Meloni può essere la continuatrice di questo percorso virtuoso ed arrivare alla realizzazione di un Partito tradizionale, nel senso del riconoscimento delle caratteristiche e volontà della maggioranza degli italiani, portando avanti le prerogative culturali e di europeismo connaturate negli italiani attenti e aperti alle istanze che provengono da altre culture e da altri nuovi cittadini con bisogni e rivendicazioni lecite e umanamente condivisibili. Grazie a Papa Francesco il cristianesimo ha saputo parlare a tutti i popoli ed anche il nuovo papa Leone XIV ha invitato espressamente i cristiani ad impegnarsi in politica, l’obbiettivo è la realizzazione di un moderno partito che sappia ascoltare e lavorare per il bene della totalità dei cittadini. Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni hanno i numeri per essere Partito Italiano e la Democrazia Cristiana antica e nuova continuerà a contribuire e a garantire che in l’Italia sia governata da chi crede nel rispetto verso tutti gli individui, alla pace sociale ed a una società giusta e senza odio, guardando con gratitudine all’attività dell’On.le Rotondi e di coloro che lo supportano e sostengono.

di Domenico Salerno