1084 views 3 mins 0 comments

La fuga a destra di Vannacci apre un fermento nell’area del centrodestra

In ATTUALITA', OPINIONE
Febbraio 08, 2026
La riflessione politica di Giuseppe Cestone

La scelta di Vannacci di fondare il nuovo partito “Futuro Nazionale” sembra creare una frattura all’interno del centro destra, accendendo fermenti nella leadership della Lega. Questa apparente crisi offre una diapositiva molto interessante, espressione del pluralismo delle correnti all’interno del governo italiano. Se da un lato la sinistra sembra appiattirsi su posizioni sempre più estreme e simili fra loro al punto che è difficile distinguere le posizioni della Salis da quelle di Potere al Popolo, il centrodestra invece sta delineando le sue correnti. La scelta di Vannacci tende a raccogliere i consensi dell’ultradestra italiana che fino a qualche giorno fa sembrava incarnare la Lega di Salvini. Da bravo stratega il Generale sta polarizzando quella presunta “maggioranza silenziosa” attraverso nelle forme di un futurismo contemporaneo degli anni venti (2020). La scelta di Vannacci smarca la Lega di Salvini dall’etichetta di incarnare l’ultradestra italiana e lo colloca a destra, fra i patrioti che sostengono determinati valori ma credono nel pragmatismo e nel dialogo. Il distaccarsi da una frangia più estrema ricolloca anche il ruolo della Meloni spesso accusata dalla sinistra italiana di essere troppo a destra. Il suo modo di governare mostra un atteggiamento più simile ad un partito di centro. L’autorevolezza che ha guadagnato il governo italiano in Europa e nello scenario mondiale dimostra che la Meloni esprime bene il valore della destra patriottica ma senza radicalizzarsi in posizioni ideologiche. Risulta innegabile che fra i patrioti europei Meloni si conferma come uno dei governanti più autorevoli che esprimono un atteggiamento moderato più vicino ai partiti popolari. La vera “maggioranza silenziosa” seppur frammentata e disarticolata risiede nell’area di centro che da Forza Italia a Casa Riformista esprime il bisogno di molti elettori che vorrebbero una classe politica saggia e ponderata nelle scelte sanza eccessive radicalizzazioni. Quel ramo del parlamento che incarnava la DC della Prima Repubblica continua a scorrere come un fiume carsico sotto la pelle dei partiti sia a destra che a sinistra, affiorando in deboli rivoli che non hanno forza sufficiente per muovere le turbine che danno energia al nostro Paese. Mentre le destre estreme si spaccano le forze di centro hanno un’occasione unica per riunificarsi, devono tuttavia trovare il coraggio di esprimere unità. L’Assemblea degli Esterni organizzata ad Avellino dalla DCR il prossimo 27 e 28 Marzo è un’occasione unica per gettare le basi di un terzo polo, se superati gli orgogli personali ci si sforzerà di cercare ciò che accomuna i piccoli partiti di centro. Siamo in una stagione complessa per l’Europa e per il Mondo e credo che il carisma del dialogo radicato nella tradizione democratico cristiana oggi più che mai debba riemergere per il bene dell’Italia.

di Giuseppe Cestone