Il momento tanto atteso è arrivato. Dopo anni di procedure, autorizzazioni, verifiche, difficoltà tecniche e amministrative, il rilancio della stazione sciistica del Laceno entra finalmente nella sua fase conclusiva. Le opere funiviarie sono state completate e, dopo il collaudo della seggiovia Settevalli, ANSFISA è impegnata nelle verifiche e nelle prove funzionali degli altri tre impianti: la seggiovia Rajamagra e le sciovie Serroncelli e Cuccioli. È il passaggio che precede l’autorizzazione al pubblico esercizio e che segna, di fatto, il compimento di uno degli interventi infrastrutturali più importanti degli ultimi anni per l’Irpinia. L’operazione nasce da un progetto approvato dal Comune di Bagnoli Irpino nel 2019 e finanziato dalla Regione Campania con un investimento complessivo di 12.682.354,51 euro, a valere sui fondi POC 2014-2020. L’obiettivo era chiaro: sostituire gli impianti ormai obsoleti della stazione di Laceno e dotare il comprensorio di infrastrutture moderne, più sicure, efficienti e sostenibili. Un percorso tutt’altro che semplice.
Un’opera attesa per anni
Il progetto definitivo degli interventi per le località Settevalli e Rajamagra venne approvato nel maggio 2019. Nel settembre 2020 arrivò il decreto regionale di finanziamento e, nel maggio dell’anno successivo, la convenzione tra Comune, ACaMIR e Regione Campania per l’attuazione dell’intervento. Nell’ottobre 2021 il progetto aggiornato venne verificato e validato, mentre con la successiva gara indetta da ACaMIR venne affidato l’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere alla Doppelmayr Italia, azienda di riferimento internazionale nel settore degli impianti a fune, per un importo di circa 8,8 milioni di euro. Alla Direzione dei Lavori e al Coordinamento della Sicurezza è stato invece affidato il raggruppamento guidato dall’ingegner Pier Paolo Grassi, con il supporto dei professionisti impegnati nelle diverse attività specialistiche. Un ruolo centrale nel complesso iter tecnico-amministrativo è stato svolto dal RUP, ingegner Soccorso Pullo, mentre la verifica della progettazione è stata affidata all’architetto Antonio Verderosa, quale Organismo di Ispezione incaricato ai sensi dell’articolo 26 del D.Lgs. 50/2016.
Quattro impianti completamente rinnovati
Il progetto ha previsto la demolizione e lo smontaggio degli impianti esistenti e la loro sostituzione con nuove infrastrutture. In particolare, sono state realizzate la nuova seggiovia Settevalli e la nuova seggiovia Rajamagra, oltre alle nuove sciovie Serroncelli e Cuccioli. Completano l’intervento i tappeti mobili destinati ai campi scuola, il sistema automatico di controllo degli accessi, le nuove cabine elettriche e le reti tecnologiche necessarie al funzionamento della stazione. Sono inoltre previste opere di ristrutturazione dei locali e dei serbatoi, reti idriche e fognarie e una serie di interventi accessori indispensabili per migliorare funzionalità e sicurezza. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la natura dell’opera: l’intervento non nasce per creare un nuovo comprensorio sciistico né per ampliare significativamente quello esistente. Si tratta della sostituzione e dell’ammodernamento di impianti già presenti, con il mantenimento sostanziale dei tracciati e dell’assetto territoriale. Una circostanza che ha avuto un peso determinante anche sotto il profilo autorizzativo e ambientale.
Il nodo dei vincoli ambientali
Il Laceno si trova infatti in un territorio caratterizzato da un quadro di vincoli particolarmente articolato: vincolo idrogeologico e forestale, tutela paesaggistica, inserimento nel Parco Regionale dei Monti Picentini, pianificazione dell’Autorità di Bacino e presenza di aree appartenenti alla Rete Natura 2000. Nel corso dell’iter sono stati quindi acquisiti i diversi pareri, nulla osta e atti di assenso necessari alla realizzazione dell’intervento. Tra gli atti di particolare rilievo figura anche il provvedimento del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste del 22 novembre 1976, relativo al mutamento di destinazione d’uso delle aree gravate da usi civici interessate dagli impianti di Settevalli, Rajamagra e Serroncelli. La verifica tecnico-amministrativa ha accompagnato l’intero procedimento, con l’obiettivo di assicurare la coerenza tra progetto, normativa, autorizzazioni e finalità dell’investimento. Un lavoro che ha consentito di superare le criticità interpretative che per anni avevano contribuito a rallentare il progetto.
Non solo sci: il nuovo Laceno punta ai dodici mesi
Il nuovo impianto infrastrutturale rappresenta però soltanto una parte del progetto di rilancio. Tra le migliorie offerte dall’impresa aggiudicataria figurano un nuovo rifugio in legno con tecnologia X-Lam a quota 1.400 metri, una pista per il tubing, una Kids Area al Campo Scuola Serroncelli, il nuovo sistema di illuminazione delle piste e il potenziamento della bigliettazione e del controllo degli accessi. Sono previste inoltre opere di drenaggio, regimentazione delle acque e consolidamento idrogeologico, interventi destinati a rafforzare la sicurezza e la resilienza del comprensorio. L’idea che emerge è quella di un Laceno non più legato esclusivamente alla stagione sciistica, ma capace di proporsi come destinazione turistica di montagna per tutti i dodici mesi dell’anno. Neve e sci d’inverno, escursionismo, sport, attività per famiglie e fruizione naturalistica durante il resto dell’anno: la sfida è trasformare una stazione sciistica in un vero polo di turismo montano destagionalizzato.
La partita passa ora a Laceno Live
Con il completamento delle opere pubbliche, si apre una fase completamente nuova. La gestione degli impianti è stata infatti affidata per trent’anni alla società Laceno Live S.r.l. di Grottaminarda, aggiudicataria della concessione con Determinazione n. 48/2025. Ed è proprio sulla capacità del concessionario di trasformare le infrastrutture realizzate in un’offerta turistica competitiva che si giocherà la partita più importante. La concessione non riguarda soltanto l’esercizio degli impianti di risalita, ma un progetto più ampio di valorizzazione della località, comprendente il recupero dei rifugi, lo sviluppo delle attività estive e invernali, il potenziamento dei servizi, la promozione del territorio e la realizzazione delle infrastrutture previste dal piano di sviluppo. Dopo aver superato la fase della realizzazione, dunque, il Laceno entra nella fase della gestione e della valorizzazione.
Il ruolo dell’Amministrazione
Nel percorso che ha portato alla ripartenza dell’intervento, un ruolo importante viene riconosciuto all’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Filippo Nigro. Tra le decisioni considerate decisive vi è stata quella di procedere alla revoca della precedente concessione al gestore privato, scelta che ha consentito di riaprire una partita amministrativa rimasta a lungo bloccata e di tutelare il finanziamento regionale. Negli anni successivi l’Amministrazione ha accompagnato il procedimento attraverso l’attività di indirizzo e coordinamento, mantenendo i rapporti con gli enti coinvolti e supportando la struttura tecnica e tutti i professionisti impegnati nella realizzazione dell’opera. Il risultato è oggi visibile sul territorio: gli impianti sono stati realizzati, le opere funiviarie sono completate e il procedimento è arrivato alla fase dei collaudi.
Dalla promessa alla realtà
Il rilancio del Laceno è stato per anni uno degli argomenti più discussi nel dibattito pubblico irpino. Un progetto considerato da molti difficile da portare a compimento, soprattutto per la complessità tecnica e per il sistema di vincoli che caratterizza l’area. Oggi, però, il quadro è cambiato. A poco più di quattro anni dall’approvazione del progetto definitivo, una parte essenziale dell’investimento è stata concretamente realizzata. Il collaudo della seggiovia Settevalli ha rappresentato il primo traguardo, mentre le verifiche sugli altri impianti costituiscono l’ultimo passaggio prima della piena operatività. Il valore dell’opera, tuttavia, non si misurerà soltanto nel numero degli impianti o nei milioni investiti. La vera sfida sarà riuscire a trasformare questa infrastruttura in sviluppo. Il Laceno dispone ora di impianti moderni e di un progetto di gestione di lungo periodo. Toccherà al concessionario, insieme alle istituzioni e agli operatori economici del territorio, costruire intorno a queste infrastrutture un’offerta capace di attrarre visitatori, creare occupazione, sostenere le attività locali e valorizzare le peculiarità ambientali e paesaggistiche dell’area. Dopo anni di attesa, la domanda non è più se il nuovo Laceno si farà. La domanda, adesso, è quanto sarà capace di crescere. E per l’Irpinia questa potrebbe essere la partita turistica più importante dei prossimi anni.
di Marco Iandolo

