La Zona Economica Speciale può rappresentare una grande occasione di sviluppo per il Mezzogiorno e per le aree interne, ma senza infrastrutture adeguate il rischio è che gli incentivi restino sulla carta. È questo il punto di partenza dell’intervento di Ciro Aquino, presidente provinciale della Lega di Avellino e sindaco di Montefredane, che rilancia le parole del presidente di Confindustria Campania, Emilio De Vizia, e riporta al centro del dibattito il futuro dell’area industriale di Pianodardine. “La crescita del Mezzogiorno può diventare strutturale soltanto investendo nelle infrastrutture e sostenendo concretamente le aree interne”, sottolinea Aquino, evidenziando come le semplificazioni e gli incentivi previsti dalla ZES unica debbano necessariamente essere accompagnati da “strade, reti, servizi e collegamenti adeguati alle esigenze delle imprese”. Una posizione che parte da un’esperienza concreta maturata proprio a Montefredane. Nel territorio comunale, infatti, è stata rilasciata alla BacoTrans quella che Aquino indica come la prima autorizzazione unica ZES d’Italia, un risultato ottenuto anche grazie al lavoro dell’allora commissario straordinario Giosy Romano, oggi alla guida del Dipartimento per le politiche del Sud. Per il sindaco si tratta di un esempio significativo di come la collaborazione tra istituzioni e imprese possa contribuire a ridurre i tempi burocratici e trasformare un investimento privato in una concreta opportunità di sviluppo. Ma ora, secondo Aquino, è necessario fare un ulteriore passo in avanti. E il nodo principale riguarda le infrastrutture dell’agglomerato industriale di Pianodardine.
Un piano da oltre 8,5 milioni di euro
Sul tavolo c’è il Piano dettagliato delle attività predisposto nell’aprile 2025, su impulso del Comune di Montefredane e nell’ambito dell’accordo quadro della Regione Campania. Il progetto prevede un investimento complessivo di 8.522.711,64 euro, dei quali 4.666.617,74 euro destinati ai lavori. Si tratta di interventi considerati strategici per l’area industriale ZES di Pianodardine, con l’obiettivo di migliorare la circolazione delle merci, l’accessibilità agli stabilimenti e i collegamenti con gli altri poli produttivi. Il problema, evidenziato da Aquino, è che a distanza di tempo non ci sarebbero ancora certezze sull’attivazione del contratto, sull’avvio della progetto.
di Marco Iandolo

