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L’agnello mangia il lupo.

In ATTUALITA', OPINIONE
Luglio 28, 2025
Il punto della situazione di Domenico Salerno…..

Doveva essere naturalmente il contrario, ma la scialba gestione del P.D. da parte della Schlein potrebbe portare ad un risultato opposto a quello che era l’aspettativa generale.   Il P.D.,tra i responsabili della nascita del Movimento 5stelle, e che sembrava destinato alla sua annessione già da quando alla consultazione elettorale i M5S avevano subito una pesante sconfitta, adesso con le elezioni regionali prossime potrebbe ritrovarsi non più partito di riferimento della sinistra ma parente povero in una coalizione a trazione 5stelle.   Il M5S era nato per riempire un vuoto che il P.D. dilaniato tra le varie anime, quella senza futuro di Bersani-D’Alema, gli ex, molto ex democristiani, e l’inaffidabilità renziana aveva lasciato in un elettorato dedideroso di poter vivere in un Paese modernamente,  democratico e sicuramente antifascista, tanto spazio.  Malauguratamente per gli italiani gli insoddisfatti presero a votare e a seguire un provocatore demagogo dai modi fascisti ed espressione di un’anima populista con le tendenze al qualunquismo. Gli eletti in Parlamento dei 5stelle si contraddistinguevano per l’incultura e l’assoluta mancanza di capacità di gestione della cosa pubblica.  Provocazione e dissenso con un occhio di riguardo al peggio della magistratura politicizzata.  Cose non bastasse la figura dell’Elevato spunta chissà da dove e perché il Mago di Oz, come da citazione grillina, di un signore in abito blu e fazzoletto bianco capace di stare con chiunque al governo, di essere talvolta comunista e talaltra democristiano, amico( si fa per dire) di Trump e sodale di Putin. Addirittura rispettoso di  Mario Draghi, considerato che in quel momento non si poteva fare diversamente.  M5S affossatore del bilancio dello Stato ed elargitore di sussidi facili che spesso sono finiti alle famiglie dei camorristi.   Con queste credenziali e nonostante un significativo tracollo elettorale il Mago di Oz è il vero capo dell’opposizione al Governo Meloni e la poveretta Schlein passa la vita a rincorrerlo confermando in questo modo che ai 5stelle spetta nel quotidiano la leadership della sinistra.  Povero P.D. che deve rincorrere prima Landini e poi Conte per avere un minimo di visibilità finendo per arrivare sempre dopo i 5stelle, e che si gioca veramente tanto alle prossime elezioni regionali.   Conte si assicura la Campania, ma subirà una seria ipoteca da De Luca che agirà in nome proprio e non certo da uomo P.D., e non gli si può dare torto per come lo hanno trattato.  Sempre Conte si riserva di decidere sulla candidatura per le Marche, considerando la bufera giudiziaria che si è abbattuta sul possibile candidato della sinistra. L’avvocato Conte ha dichiarato che deve leggere le carte per capire se è solo un teorema giudiziario oppure vera corruzione.   La Repubblica del 27 luglio scorso parla con chiarezza del lavoro di Conte per fare capitolare la Schlein avendo come obbiettivo la candidatura come Premier alle future elezioni politiche. Non si parla di fantapolitica ma, conoscendo il personaggio Conte, di effettiva possibilità, soprattutto valutando la pochezza della Schlein e di un ridimensionamento significato del P.D. alle prossime elezioni regionali.   Da sinceri democratici non è uno scenario che ci auguriamo per il Nostro Paese ma i timori purtroppo esistono e sono significativi.

di Domenico Salerno